Calore dai rifiuti, una questione aperta
Holcim risponde alla lettera di un nostro lettore sulle novità introdotte in cementeria. Con qualche precisazione
Tutto è nato da questo articolo, che presentava una particolare novità alla cementeria di Ternate: l’uso dei rifiuti come alimentatore del loro forno a duemila gradi, per sostituire in parte l’uso dei combustibili petroliferi.
Un articolo che ha provocato la reazione di un nostro lettore, che ha scritto in redazione preoccupato:
«Ho letto l’articolo sul cementificio Holcim di Ternate, relativo all’utilizzo di rifiuti per la produzione di clinker che serve a ottenere il cemento, e devo dire che sono veramente preoccupato. Capisco che da un lato è una soluzione che permette di facilitare lo smaltimento, ma d’altro canto non si possono non citare gli effetti negativi della combustione dei rifiuti.
Da un certo periodo ho iniziato a documentarmi, anche perchè vivo a Gemonio, nelle vicinanze di un altro cementificio (Colacem) che al momento per fortuna, come mi ha spiegato l’ARPA, non impiega rifiuti per la combustione.
Sul sito della legambiente di Merone (dove si trova l’altro stabilimento Holcim) sono citati i dati dell’EPA americana (Environmental Protection Agency). Bene, dicono che in America i cementifici sono la seconda fonte di diossine e di furani (primi sono gli inceneritori); inoltre, le diossine prodotte da cementifici che non bruciano rifiuti sono 0,29 nanogrammi/kg di clinker, mentre il dato è molto più alto per i cementifici che bruciano rifiuti, ben 24,34 nanogrammi/kg clinker.
Oltre alle diossine ci sono anche tanti altri composti cancerogeni, sempre come mi ha confermato l’ARPA, ad esempio il Mercurio e l’acido cloridrico. Spero che l’informazione tratti anche questi argomenti, senza lasciare che sia Beppe Grillo (da solo) a farlo.
Mi piacerebbe conoscere cosa ne pensano i cittadini, soprattutto quelli di Ternate, di Gemonio, Caravate e Cittiglio che vivono a fianco dei cementifici. Non vorrei che con la scusa dello smaltimento dei rifiuti si incentivassero queste aziende a bruciarli con gravi conseguenze sulla nostra salute».
Holcim ha voluto mandare qualche riga di precisazione proprio riguardo i contenuti di questa lettera, che vi riproduciamo integralmente qui sotto: un elemento in più per valutare, un’occasione in più per parlare di come cavarcela in questo mondo che produce sempre più scarti.
«Legambiente è probabilmente la principale, nonché la più importante associazione ambientalista italiana, tuttavia non è presente a Merone (CO). Se lo fosse, potrebbe esprimere la propria opinione favorevole all’utilizzo del CDR in cementeria, stante il fatto che il CDR è stato ideato e introdotto nella legge italiana dell’allora ministro verde dell’ambiente Edo Ronchi con il pieno e convinto appoggio degli ambientalisti, tra cui ci risulta Legambiente stessa.
Presso l’unità produttiva cemento di Ternate le emissioni sono da tempo controllate e monitorate in continuo per quanto concerne polveri, ossidi di azoto, anidride solforosa, acido cloridrico, carbonio organico totale, monossido di carbonio e con campionamenti discontinui per quanto concerne diossine, metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici.
Le prove effettuate a più riprese con e senza l’utilizzo di rifiuti presso l’unità produttiva di Ternate, hanno visto la presenza e partecipazione diretta di ARPA Lombardia ed hanno evidenziato che non vi è alcuna differenza nel quadro delle emissioni tra uso e non uso di rifiuti in cementeria. Da questo punto di vista non ci sono differenze tra lo stabilimento di Caravate e quello di Ternate di Holcim (Italia) S.p.A. Le emissioni in atmosfera relative agli inquinanti citati nella lettera, anche a seguito dell’utilizzo di rifiuti come combustibile, sono sempre state ben al di sotto dei limiti previsti, limiti fissati a livello europeo e che garantiscono il mantenimento di livelli sicuri di qualità dell’aria».
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