Consulenze esterne al centro del dibattito
Argomento molto tecnico ma non privo di ripicche e polemiche martedì sera in consiglio comunale: passa la delibera proposta dalla giunta
Il consiglio comunale riunito martedì sera a Palazzo Gilardoni ha approvato, dopo lunga discussione, una delibera in materia di attribuzione di incarichi di consulenza esterna. Si tratta del "programma di incarichi di studio, di ricerca e di consulenze per l’anno 2008 ai sensi del comma 55, art. 3, legge 244/2007", approvato dalla maggioranza più il consigliere del gruppo misto Cislaghi, mentre l’opposizione votava contro.
Il documento (consultabile qui integralmente, in testa alla lista) elencava tutti i possibili campi d’azione in cui il Comune poteva dover ricorrere all’aiuto di professionisti esterni. Il sindaco Farioli non risparmiava anche qui l’amministrazione Rosa, ricordando i vari incarichi "ereditati", fra cui quello, particolarmente oneroso, con l’architetto Mario Botta per il piano d’area delle Nord, già messo in un cassetto e in via di sostituzione, non senza polemiche da parte dell’opposizione («una cosa che grida vendetta» per Mariani dell’Ulivo-PD), con un rinnovato documento d’inquadramento per il centro direzionale, e quello con lo studio Galgano per la guerra a suon di avvocati con Accam. Ne è sortito un breve duello fra il sindaco e il suo predecessore a suon di lettura di incarichi conferiti e dei relativi costi. Seguiva la relazione altamente tecnica del segretario-direttore comunale Giacomo Rossi, che spiegava come la Finanziaria 2008 abbia "messo dei paletti" alle collaborazioni esterne con gli enti locali, che vanno ora precisate e messe a bilancio in modo più puntuale, con il coinvolgimento del consiglio comunale e tanto di apposito regolamento che dovrà fissare tra l’altro un tetto di spesa per questo genere di servizi.
L’opposizione restava perplessa. Si riteneva inutile andare a votare il provvedimento senza il relativo regolamento (che si voterà entro una settimana, parola del sindaco) e soprattuto prima di avere approvato il bilancio: la deroga davvero bipartisan recentemente disposta a favore degli enti locali permetterà a questi di rinviare l’inopportuna questione bilancio fino al 31 maggio, cioè dopo le elezioni politiche. Ma senza bilancio preventivo, dicevano D’Adda (Ulivo-PD) e Rosa, di che programma quadro di consulenze si va a discutere? «Una lista della spesa» commentava per Rifondazione anche Corrado, citando un collega di Forza Italia udito in commissione; Grandi (Ulivo-PD) chiedeva di procedere ad assunzioni di personale invece di continuare con le consulenze esterne. «La Corte dei Conti mette i piedi in testa agli enti locali» sentenziava Gianfranco Tosi per la Lega, rivendicando il merito delle sue amministrazioni (1993-2002) di aver avuto sì qualche regolamento in meno ma di essere state «lombarde, quindi del fare e dell’efficienza» e chiedendo di «preservare le nostre peculiarità» pur nell’adeguamento al nuovo quadro normativo. Per Fontana (Busto civitas) infine «qui si vuole esternalizzare senza senza pianificare la formazione del personale comunale: non vorrei poi che l’addizionale Irpef servisse per pagare le consulenze esterne…»
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