Gallarate: festa della donna al centro EDA
Sono 60 le donne, alunne e docenti che hanno festeggiato l’8 marzo presso il centro. Tra queste anche una ventina di musulmane
E’ stata un successo la festa della donna organizzata per la prima volta presso il Centro EDA di Gallarate. L’idea era molto semplice: una pizza insieme, una torta mimosa, musica latino americana e un rametto profumato da regalare a tutte le partecipanti. Ma l’iniziativa ha riscosso un’ottima risposta da tutte le corsiste, italiane e straniere, dalle docenti e dalla dirigente scolastica, Carmela Locatelli, sempre attenta all’intercultura e all’integrazione. Venerdì 6 marzo erano 60 le donne che si sono ritrovate nel salone delle scuole medie Ponti a mangiare insieme. Provenienti da tutto il mondo: Italia, Polonia, Marocco, Ecuador, Cuba, Brasile, Pakistan, Bangladesh, Thailandia, Cina. Hanno aderito tutte le classi del centro di educazione per gli adulti. «Insegnare l’italiano come L2 non significa insegnare agli stranieri solo la grammatica, ma condividere anche le nostre tradizioni e i nostri valori. Le corsiste hanno partecipato attivamente ai preparativi, preparando festoni e cartelloni e hanno aderito con entusiasmo» spiega la coordinatrice, Matilde Leone. «Come centro Eda stiamo partecipando al progetto nazionale “A scuola di costituzione” e, analizzando insieme agli studenti diritti e doveri della nostra società e leggendo insieme alcuni articoli della nostra costituzione abbiamo pensato di organizzare questo incontro per ricordare la giornata internazionale della donna». Donne provenienti da culture e società molto diverse si sono confrontate in classe sul diritto di voto, sul diritto al lavoro e all’istruzione, sulla parità sociale dei due sessi, valori fondamentali, e forse anche un po’ scontati, nel nostro paese. Dalla riflessione si è passati poi alla festa concreta, con una fetta di pizza e di torta condivisa insieme. Venerdì un albanese, figlio di una signora invitata, si è commosso e ha voluto ringraziare la preside Locatelli, sempre attenta, e le docenti del centro EDA: «Ho frequentato diverse scuole di italiano a Milano, ma non ho mai visto un’iniziativa simile». Una delle soddisfazioni più grandi, però, è stata la presenza di 20 donne musulmane, che venerdì sono uscite di casa e hanno partecipato alla festa. Non erano sole: avevano portato le sorelle o le figlie, ma certo erano tra altre donne, senza mariti o fratelli, a mangiare una pizza e assaggiare una fetta di torta mimosa.
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