Forza Ippocrate chiede di potenziare il poliambulatorio di Arcisate
La questione del futuro di Cuasso è stata affrontata nel corso di una riunione di medici e tecnici simpatizzanti di FI
L’ospedale di Cuasso è un cantiere aperto dall’ottobre 2005. In due anni e mezzo i muratori ci sono ancora, mentre il laboratorio analisi ha chiuso.
Oltre sette milioni di euro per ridisegnare un plesso che, ormai, ha poco o nulla della sua "antica" missione, limitando il suo contributo alla riabilitazione specialistica.
Il timore che i tempi siano maturi per una sua chiusura aveva fatto sollevare alcune proteste vibranti, da parte di istituzioni, di lavoratori e di cittadini.
La questione Cuasso è stata affrontata anche nel corso dell’ultima riunione di "Forza Ippocrate", un gruppo di tecnici ( medici e personale sanitario) connotati politicamente, che si incontra con l’intento di approfondire alcuni temi scottanti trattandoli, però, proprio dal punto di vista tecnico. Alla serata, a cui erano invitate anche le istituzioni della Valceresio, come ha dichiarato la presidentessa Zalandri, ha partecipato il segretario provinciale di Forza Italia Rienzo Azzi, grazie alla sua duplice veste di politico e medico dentista.
«A parte il fatto che non sembra esserci un programma chiaro di sviluppo del cantiere in questo momento – spiega la presidentessa – il fatto che ci sembra più delicato è quello dell’offerta alberghiera. A disposizione di 78 pazienti non esiste uno spaccio e nemmeno un rivenditore di schede telefoniche, dato che i telefonini non prendono assolutamente. Il personale offre un’assistenza di qualità, ma le guardie sono tutte a pagamento e se c’è necessità di un "emocromo" di notte, non si può fare».
La necessità di ridare alla Valceresio un presidio medico adeguato alle esigenze del territorio è, dunque, una delle proposte che Forza Ippocrate ha elaborato: «Investire di più nel poliambulatorio di Arcisate, migliorando il punto prelievi e garantendo alcune dotazioni tecnologiche per interventi di base di pronto soccorso, potrebbe rispondere alle necessità dell’utenza, sollevando, nel contempo, il pronto soccorso di Varese».
Il problema Cuasso, quindi, ritorna sotto i riflettori, mentre il cantiere è ancora aperto.
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