Medie imprese lombarde, motore del nord ovest
Il dato evidenziato dalla decima edizione dell’indagine sul comparto realizzata da Mediobanca e Unioncamere
Più numerose, più strutturate, competitive all’estero, affidabili. Da 10 anni con bilanci sempre in utile malgrado siano le più tartassate dal fisco.
Sono alcune delle principali caratteristiche delle 1.660 medie imprese industriali del Nord-Ovest evidenziate Più numerose, più strutturate, competitive all’estero, affidabili. Da 10 anni con bilanci sempre in utile malgrado siano le più tartassate dal fisco.
Sono alcune delle principali caratteristiche delle 1.660 medie imprese industriali del Nord-Ovest evidenziate dall’indagine di Mediobanca e Unioncamere, presentata questa mattina ad Alessandria presso la Camera di Commercio locale.
Liguria la più dinamica, ma il cuore è in Lombardia
Nel 2005, alle 1.660 medie imprese del Nord-Ovest (160 in più del 1998) si deve il 14% del valore aggiunto complessivo dell’industria manifatturiera dell’area. Il volume dei loro acquisti di beni porta a stimare un indotto pari a poco meno del 10% del prodotto locale. Il peso complessivo è dunque pari al 24% (in linea con la media nazionale).
Tra il 1996 ed il 2005 il fatturato delle medie imprese dell’area è aumentato del 54% (il 4% in meno della media Italia), con un contributo delle esportazioni (+74,1% a fronte del 74,4% della media nazionale) di gran lunga superiore a quello delle vendite all’interno (+44,2%, 50,4% il dato medio italiano); il valore aggiunto è cresciuto del 37,1% (+41,6% la media Italia), mentre il numero dei dipendenti è aumentato del 14,6% (19,3% il dato medio nazionale). Le vendite all’estero hanno iniziato nel 2005 una nuova fase di forte crescita: 13% in più nel biennio 2005-2006 e un’ulteriore espansione del 9% nel 2007. Le prime valutazioni per il 2007 indicano un esercizio molto positivo, sostenuto dal forte sviluppo delle vendite all’estero che privilegiano le aree dell’Unione Europea, la Russia e gli altri Paesi dell’Est, nonché i produttori di petrolio.
Lo sviluppo delle medie imprese nord-occidentali tra il 1996 ed il 2005 è stato inferiore a quello di tutte le medie imprese italiane, ma è stato comunque molto superiore sia a quello delle grandi società manifatturiere a controllo italiano (37% circa l’incremento del valore aggiunto delle medie società contro l’11% delle grandi imprese), sia a quello del complesso dell’industria manifatturiera (13%).
La crescita più rapida è stata quella delle 33 medie imprese liguri (che hanno incrementato del +76,8% il proprio fatturato, del +176,3% le esportazioni, del +75,9% il valore aggiunto e del +16,3% il numero dei dipendenti), il cui peso nell’aggregato della ripartizione è però molto contenuto (solo il 2,3% in termini di fatturato). Le 391 imprese del Piemonte e Valle d’Aosta hanno invece accresciuto il fatturato del 55,7%, le esportazioni del 78,4%, il valore aggiunto del 34,4% e i dipendenti del 14,8%. Chiude la classifica la Lombardia (+53,1% il fatturato, +71,5% l’export, +37,1% il valore aggiunto, +14,5% i dipendenti), regione nella quale, però, hanno sede 1.266 aziende, pari al 74,9% di tutte le medie imprese della macro-area.
Le medie imprese si distinguono per un’elevata solidità finanziaria. Sulla base del modello di scoring R&S-Unioncamere, nel 2005 la quota di aziende ricadenti nelle classi di valutazione migliori (che approssimano i livelli comunemente denominati investment grade) era, nel Nord-Ovest, pari al 60,6% (60,4% a livello nazionale, 65,4% nel Nord-Est). Al contrario, le classi con la valutazione peggiore, che includono le società aventi le situazioni maggiormente problematiche, riguardavano nel Nord-Ovest il 3,4% (3,5% del totale a livello nazionale, 2,2% nel Nord-Est). La solidità delle medie imprese del Nord-Ovest è confermata dal tasso di fallimento: 0,6% medio annuo nel periodo 1998-2005 a fronte di una media nazionale delle società di capitale pari all’1,3% (media 2000-2005).
La tassazione del reddito delle medie imprese continua ad essere punitiva. Dopo il 1998 (anno che ha segnato l’introduzione dell’Irap), la media generale ha registrato una tendenza a diminuire fino al 2002, per poi tornare a livelli del 47-51% nell’ultimo triennio; le medie imprese del Nord-Ovest hanno registrato le aliquote più elevate. Nel 2005 l’aliquota media dell’insieme relativo al Nord-Ovest supera di circa 14 punti quella delle grandi imprese italiane e di ben 22 punti quella delle multinazionali europee.
I settori di attività, la propensione all’innovazione
L’attività prevalente delle medie imprese del Nord-Ovest riguarda i settori tipici del made in Italy, che tuttavia ne rappresentano una quota di fatturato inferiore alla media nazionale: 56% contro 62% (per l’export 60% contro 68%). Vi è inoltre una sensibile differenza rispetto alle grandi imprese dove le stesse attività incidono per circa un quarto (un sesto appena se si considerano i gruppi che hanno realizzato più di 2 miliardi di fatturato nel 2005). Rispetto alla media nazionale, si segnala una maggiore incidenza del fatturato e delle esportazioni nel settore meccanico-elettronico e, nell’ambito degli ‘‘altri settori’’, del siderurgico-metallurgico e del chimico-farmaceutico.
La presenza delle medie imprese nel Nord-Ovest nei settori convenzionalmente definiti high-tech è piuttosto scarsa. Secondo la metodologia OCSE (basata sull’intensità delle spese di ricerca), l’alta tecnologia copre appena il 4,3% del fatturato (contro il 13% delle grandi imprese). Prevalgono le produzioni tradizionali a tecnologia bassa e medio-bassa, dove i punti di forza non sono fondamentalmente tecnologici, quanto di natura commerciale (tecniche e reti di vendita, pubblicità, design) e immateriali (marchi e brevetti).
La presenza in Borsa continua ad essere trascurabile.
Le società del Nord-Ovest quotate a fine 2005 erano 13 sul totale nazionale di 18 medie imprese presenti nel listino di Piazza Affari.
L’indagine Mediobanca-Unioncamere giunge alla settima edizione rendendo disponibili i dati di un decennio; essa fu avviata nel 1999 e si basa sul censimento annuale delle imprese aventi la forma giuridica di società di capitali, appartenenti alla classe 50-499 dipendenti con un fatturato compreso tra 13 e 290 milioni di euro; requisito per la selezione è l’indipendenza dell’assetto di controllo rispetto a gruppi di grande dimensione. Rispetto all’edizione precedente, pubblicata nel dicembre 2006, sono stati realizzati due censimenti (per il 2004 e il 2005) per anticipare l’aggiornamento dei dati. Tutti i materiali sono liberamente scaricabili dai siti dell’Ufficio Studi di Mediobanca www.mbres.it e del Centro Studi Unioncamere www.unioncamere.it.
.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Bustocco-71 su Code e disagi sulla provinciale del lago: i lavori di asfaltatura bloccano il traffico tra Buguggiate e le autostrade
principe.rosso su A Luino confronto sulla scuola con il sottosegretario Frassinetti
Viacolvento su A Luino confronto sulla scuola con il sottosegretario Frassinetti
Felice su Dormiva in un bivacco nel bosco a Tradate con oltre 100 dosi di droga ma viene assolto dall’accusa di spaccio
Bustocco-71 su Auto perde il controllo e sfonda un cancello in via Vanetti a Varese
Felice su Tagli alla Electrolux, sciopero anche a Solaro dopo il piano dell’azienda che annuncia 1.700 esuberi






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.