Più telecamere e vigilanza all’interno del Circolo

Dopo la rapina al laboratorio analisi, il direttore generale Bergamaschi annuncia nuove misure di sorveglianza

Un evento annunciato. La rapina avvenuta nei giorni scorsi all’impiegata del laboratorio analisi dell’ospedale del Circolo era attesa dai dipendenti che da tempo denunciavano la scarsa sicurezza di questo reparto, ormai isolato dopo il trasferimento di tutte le unità operative nel monoblocco.
I sindacati avevano sollecitato la direzione a prendere provvedimento soprattutto dopo gli episodi, più o meno fastidiosi, avvenuti nel parcheggio, piuttosto che nei sotterranei o in alcuni reparti. Così, dopo l’avvenuta aggressione, puntuale  è arrivata la denuncia della Fials che, in un comunicato, ribadisce l’urgenza di un provvedimento: «È ora che l’azienda prenda seri provvedimenti per dare, maggiore sicurezza e tutela ai propri dipendenti, soprattutto per quelle situazioni critiche che da tempo abbiamo denunciato».

Tra le situazioni critiche c’è proprio il vetusto stabile che ospita il servizio di laboratorio, ormai troppo isolato per poter permettere ancora che circoli il denaro degli utenti. La situazione, inoltre, risulta ancora più allarmante dopo la decisione assunta dal direttore generale Walter Bergamaschi di sospendere i piani di trasferimento del servizio al primo piano del monoblocco: «Il ripensamento del nuovo direttore allunga i tempi e non sono più possibili attese in assenza di misure che tamponino efficacemente una situazione insostenibile- sottolinea la Fials – Non possiamo aspettare che succedano fatti irreversibili. Questi rinvii generano preoccupazioni ed incertezze per il futuro di un servizio spesso dimenticato e trattato da Cenerentola di quest’azienda».

Per la Fials la soluzione arriverebbe dall’intensificazione del servizio di sorveglianza e dalla presenza permanente del presidio di polizia.

E proprio all’intensificazione dei sistemi di vigilanza sta pensando il dottor Bergamaschi: «Abbiamo appena deliberato il proseguimento del servizio di vigilanza armata ventiquattr’ore al  giorno, sette giorni su sette. Stiamo anche decidendo il potenziamento della videosorveglianza: a breve metteremo  telecamere sia nei parcheggi sia nei luoghi più rischiosi come, per esempio, il laboratorio analisi. Quanto al suo trasferimento all’interno del monoblocco, però, siamo in attesa di conoscere un piano integrato di tutto il vecchio ospedale: ci sono sul tappeto la sistemazione del laboratorio ma anche della medicina nucleare, della nefrologia , della santa Maria. I tecnici di Infrastrutture lombarde sono al lavoro per scrivere un piano di sviluppo omogeneo. Personalmente sono contrario allo spostamento del laboratorio nel monoblocco perché questo è stato pensato per dare cura e assistenza ai pazienti, mentre il laboratorio, che dovrà fungere da servizio per l’intera azienda con la ricezione di provette anche dall’esterno, dovrà essere in posizione favorevole a chi viene da fuori ma anche comodo per gli operatori sanitari. Il piano avrà bisogno ancora di qualche limatura. Intanto cercheremo tutti gli accorgimenti necessari a tutelare i dipendenti e a scongiurare il ripetersi di atti criminali»

 

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Pubblicato il 11 Aprile 2008
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