Nuove rotte da e per Malpensa. Un’indiscrezione de La Stampa riporta che Enac, l’Ente nazionale aviazione civile, ha dato il via libera alla liberalizzazione di circa venti rotte intercontinentali regolate da accordi bilaterali. Le sette deroghe autorizzate riguardano altrettante compagnie (Ethiad, Emirates, Belavia, Korean Air, Air Moldova, Saudi Arabia e El Al), per un totale di 14 collegamenti in tutto. Il provvedimento va nella direzione indicata da Sea, società che gestisce gli scali milanesi, che da tempo chiede che i patti bilaterali vengano rinegoziati con almeno 22 Paesi, per permettere allo scalo della brughiera di tornare ad avere un ruolo forte nel trasporto aereo internazionale dopo il ridimensionamento dell’impegno di Alitalia a Malpensa. Ipotesi non gradita ad AirFrance, che al contrario aveva chiesto, tra le pieghe dell’accordo con il Governo, che Alitalia mantenesse l’esclusiva (o quasi) per circa 60 rotte intercontinentali. Sicuramente saranno parzialmente soddisfatti in Sea, anche se è solo un primo piccolo passo nella direzione indicata dal presidente Giuseppe Bonomi. Lo stesso numero uno della società di gestione ieri nel corso dell’audizione di fronte alla Commissione garanzia e controllo della Provincia di Milano, ha detto che per Sea «ci sarà bisogno di un nuovo piano industriale per poter colmare il vuoto creato dalla condotta di Alitalia. Nel 2007, quando presentammo il piano strategico con termine 2013 – ha detto Bonomi – sapevamo che Alitalia nel futuro sarebbe stata una società stand alone, ma non avremmo mai immaginato che Alitalia avrebbe disatteso i patti con Sea». Da qui la richiesta di risarcimento danni da 1,25 miliardi di euro da una parte e la necessità di ripensare l’attività futura della società, anche e soprattutto alla luce dell’Expo 2015 assegnato a Milano: «Malpensa è da considerare l’aeroporto per l’Expo, oltre che aeroporto per le attività tradizionali che si è conquistato in questi anni. Già prima del 2015 l‘Expo potrà fare da volano per attrarre nuovi vettori a colmare lo spazio libero lasciato da Alitalia».
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