An sul referendum: «L’astensione per salvare il centro dallo smog»
Francesco Lattuada capogruppo di Alleanza Nazionale in consiglio comunale e Matteo Sabba presidente di Azione Giovani prendono posizione a favore del progetto già approvato
Francesco Lattuada capogruppo di Alleanza Nazionale in consiglio comunale e Matteo Sabba presidente di Azione Giovani prendono, una ferma e netta posizione a favore del progetto già approvato, per la riqualificazione della Piazza Vittorio Emanuele II. «Sicuramente da parte dell’amministrazione ci sono state alcune pecche, come per esempio non prendere una forte posizione sul referendum: se non era il caso di fare campagna per l’astensione, quantomeno per far votare si. – dicono i due rappresentanti in un comunicato – Un altro errore è stato quello di snobbare l’ipotesi di un piano parcheggi e quindi di aspettare il Put che ormai è in via di completamento, questo per coordinare e pianificare l’organizzazione viabilistica della città.
Altra urgenza è quella di creare una segnaletica per diffondere la conoscenza dei vari parcheggi presenti, in prossimità del centro cittadino, e farne conoscere le capacità, in modo da diluire su più zone il traffico». Secondo i due esponenti di Alleanza Nazionale il referendum è sì uno strumento democratico e importante per la partecipazione popolare ma «siamo convintamente certi che il prossimo referendum sia il prodotto di una strumentalizzazione politica, per giunta sfacciata».
Per Lattuada e Sabba «si è cavalcato per mesi il tema dello spostamento del monumento ai caduti, come se fosse un atto disonorevole della memoria, spostare un monumento da una piazza all’altra; poi vista la banalità delle tesi del trasloco, è stata spostata l’attenzione sull’autosilo sotterraneo, che, ricordiamo, rende pedonale una larga parte del centro. A parte la memoria corta del consigliere Porfidio, che dimentica che due anni fa la costruzione di questo parcheggio sotterraneo era menzionato nel Suo programma elettorale». Il consigliere comunale e il leader dei giovani di An, inoltre, attaccano anche il comitato che sostiene il referendum: «Si sono scatenate una serie di invettive contro il progetto e a salvaguardia dell’ambiente, di una serie di persone (storicamente poco sensibili alla natura) che tacciono completamente sulle enormi pressioni ambientali che insistono e insisteranno direttamente o indirettamente su Busto (inceneritore, pedemontana, scali intermodali, malpensa…) ma oggi si dichiarano ambientalisti e preoccupati per i gas di scarico che il parcheggio provocherebbe. Tutto ciò quantomeno deve insospettire».
Il punto per Alleanza Nazionale è un altro, il parcheggio serve per evitare «le “vasche” su 4 ruote tra piazza Vittorio Emanuele e via Fratelli d’Italia in cerca di un posteggio che sono all’ordine del giorno, con conseguente diffusione di polveri inquinanti nell’aria del centro cittadino; con l’autosilo invece dovrà succedere che se una macchina all’ingresso dell’autosilo vede il semaforo verde, scenderà all’interno a posteggiare l’auto, nel momento in cui il semaforo visualizzato sarà rosso, il veicolo cambierà strada e non passerà per la parte centrale della città ad inquinare perché, in superficie, sarà pedonale».
Questo intervento, secondo Lattuada, «deve mirare anche a togliere i parcheggi lato strada, che la cassazione, nei vari ricorsi, ha definito più volte irregolari a tal punto da dichiarare che il comune non può chiedere una tariffa per quei parcheggi! Ad esempio via Montebello e via San Michele con la carreggiata sgombra dai parcheggi laterali assorbirebbero completamente qualsiasi eventuale problema di ingorgo e soprattutto sarebbero più sicure per le biciclette, che oggi rischiano sempre più spesso l’incidenti».
Azione Giovani punta sul poco decisionismo della giunta Farioli: «Azione Giovani – dice Matteo Sabba – si è più volte scagliata contro l’immobilismo dell’amministrazione nel prendere decisioni importanti, anche entrando in polemica pubblica con persone del suo partito di riferimento o richiedendo, anche a “tinte forti”, al Primo Cittadino più decisionismo. Noi e in teoria tutto il centrodestra, crediamo, che la città si stia spegnendo pian piano, e che per essere rilanciata ha bisogno di opere ardite e non dei rallentamenti provocati spesso e volentieri da Porfidio, ma a quanto pare non solo». Un’ultima critica con ironia Lattuada la rivolge a chi sostiene che potrebbero esserci resti romani sotto la piazza: «Esprimo dubbi sul discorso di non scavare per la possibilità di trovare reperti archeologici, – commenta ironicamente e scaramanticamente Francesco Lattuada – addirittura si parla di centri romani, a questo punto speriamo di trovare un colosseo intatto così l’anno prossimo, con la Pro, ci giochiamo i play-off per la serie B».
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