Business Park, ecco le risposte a cittadini, associazioni e privati

Rinviate le risposte all'osservazione di Immobiliare Futura e ad alcune di quelle presentate dagli ambientalisti. Confermata l'ipotesi dell'ospedale nella zona sud

Arrivano le risposte definitive per le osservazioni sul progetto Sky City presentate da privati, partiti e associazioni. Ma, per ora, la risposta riguarda solo trentotto richieste, mentre per altre cinque si dovrà attendere ancora qualche giorno, in attesa dei pareri tecnici e legali che l’Amministrazione ritiene necessari.

 Rinviata a dopo il ricevimento del parere, innanzitutto, è la risposta all’osservazione presentata da Immobiliare Futura, la società legata al gruppo Coop Lombardia che minaccia risarcimenti: «Sarà oggetto di verifica legale in quanto legata ad un possibile contenzioso». Ed è l’unica per la quale si attenda un parere di tipo legale, per le altre quattro sono invece «motivazioni tecniche» a richiedere ulteriori dati e approfondimenti, che l’Assessorato conta di mettere a disposizione prima della prossima, ennesima convocazione in commissione, prevista per mercoledì prossimo. Tra le osservazioni la cui risposta è stata rinviata, una si concentra tra l’altro sulle “criticità riguardanti l’approvigionamento e lo smaltimento delle risorse idriche”, questioni – a volte legate all’edificazione del territorio – che anche recentemente si sono rivelate problematiche a Gallarate e in provincia.

 Respinte in toto le osservazioni presentate dai partiti della Sinistra, così come una parte di quelle targate Lega Nord, con l’eccezione della richiesta di una riduzione del residenziale, già imposta dalla Regione. Respinte le richieste del PD e della Sinistra di inserire case a canone agevolato e convenzionato nell’area di Sky City: «Sono già stati avviati consistenti programmi in altre parti della città». Anche se la preoccupazione dell’opposizione nasceva dal rischio di concentrare eccessivamente gli interventi, con l’effetto di creare delle zone-ghetto. Accolta invece la richiesta del PD di un coinvolgimento diretto dell’Ente Parco del Ticino: «La volontà – spiega l’Assessore Massimo Bossi – è quella di arrivare ad avere una convenzione con il Parco».

 Per l’ospedale e il centro di ricerca, l’Assessorato conferma che si tratta di ipotesi, di “indicazioni di volontà” che rimandano ad eventuali scelte non di competenza del Comune. Che però ha la competenza urbanistica  e  conferma la disponibilità per l’insediamento del futuro nosocomio su una parte dell’area a sud della 336, per ora prevista a verde.

L’assessore Massimo Bossi prosegue lanciato come un treno e garantisce la correttezza del procedimento e la sostenibilità della variante, anche dal punto di vista economico: ricordando come il “taglio” del residenziale imposto dalla Regione non significhi minore volumetria, ma un uso diverso di quella già prevista, l’assessore ha assicurato che «il gettito previsto aumenta, perché la funzione dirigenziale prevede oneri di urbanizzazione maggiori rispetto al residenziale».

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Pubblicato il 22 Maggio 2008
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