Bilancio, botta e risposta Bollazzi-Colombo
Il capogruppo di "Insieme per Difendere Somma" attacca, il sindaco risponde colpo su colpo e difende l'operato dei dipendenti comunali. Replica anche al Pd sul bilancio sociale
Botta e risposta tra Luigi Bollazzi, capogruppo in consiglio comunale di “Insieme per difendere Somma”, ed il primo cittadino di Somma Lombardo Guido Colombo. La discussione a distanza è nata sul bilancio: Bollazzi ha lanciato un grido d’allarme per la mancanza di 1,3 milioni di euro nelle casse del Comune, senza contare altri 688 mila di Tarsu e contratti di locazione del 2007 ancora da incassare da parte dell’amministrazione comunale. Bollazzi ha parlato evasione non controllata, di negligenze degli uffici e della parte politica, affermando di aver sollevato il problema senza avere risposte.
Pronta la replica del sindaco sommese: «Bollazzi ha difficoltà a leggere i dati nonostante la sua esperienza decennale in consiglio comunale – spiega Colombo -. Debitori ed evasori sono cose differenti, Bollazzi dovrebbe leggere meglio il documento del bilancio dove sono specificati crediti e debiti: aspetto che venga in consiglio comunale informato per un dibattito serio. Inoltre denuncio il fazioso e ingiusto attacco nei confronti dei dipendenti comunali, che portano a termine il loro lavoro con competenza e disponibilità. Dal 1999 ad oggi l’ufficio ha recuperato in termini di evasione fiscale ben 1,7 milioni di euro per Ici e 780 mila euro per
Colombo ne ha anche per il Pd. Ermanno Bresciani, consigliere comunale in quota Ds, lo aveva attaccato in merito alla decisione di redarre il bilancio sociale a metà mandato, scelta secondo il Pd presa solo per ritardare i tempi e disattendere le norme dello statuto. Il sindaco sommese replica: «La decisione di redigere il “bilancio sociale” di metà mandato non è sicuramente una inosservanza alle norme dello Statuto – spiega il sindaco di Somma Lombardo -: è il migliore strumento di rendicontazione dell’attività di una amministrazione in termini di trasparenza e correttezza perché non si limita ad indicare quanto e come quel quanto è stato fatto dall’amministrazione comunale, ma è in grado di definire anche concretamente gli effetti che questa attività ha prodotto sulla realtà in cui ha operato. Inoltre, attiva un confronto e un colloquio con i cittadini, non sulla base di sterili dati finanziari che assumono poco significato agli occhi dei più in termini di efficacia ed efficienza dell’attività svolta dal nostro comune, ma su dati e fatti che possono essere chiari a chiunque leggerà il documento. Dispiace che il Pd abbia voluto intendere questo strumento strategico di trasparenza dell’azione dell’ente solo quale giustificazione per ritardare o disattendere delle norme statutarie; soprattutto si rimane sconcertati là dove, di fronte alla volontà di affermare una nuova cultura del governare con e per i cittadini, il Pd rivendichi sui giornali una applicazione della norma ad esclusivo uso e consumo dei consiglieri comunali, non cogliendo lo sforzo che stiamo facendo, unitamente a tutti i nostri dipendenti, verso una corretta, completa e soprattutto comprensibile informazione rivolta a tutti i cittadini, anche se questo significherà un ritardo dell’informazione sull’attività svolta sino a metà del mandato».
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