Il Consiglio regionale approva DPEFR 2009-2011

Tra le misure, cartellonistica multilingue. Prevista anche la valorizzazione degli otto siti lombardi dichiarati patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco

Scritte antifortunistiche multilingue nei cantieri, valorizzazione degli otto siti lombardi dichiarati Patrimonio mondiale dell’umanità da parte dell’Unesco, un fondo per i commercianti le cui attività risultano danneggiate dai cantieri delle opere pubbliche e ripristino del fondo per le vittime della criminalità.  E poi:  forte azione di semplificazione e attivazione degli strumenti necessari per promuovere la previdenza integrativa regionale.  Sono alcune delle indicazioni sulle politiche regionali da attuare nel prossimo triennio che sono contenute nella Risoluzione che accompagna il Documento di Programmazione Economico Finanziaria Regionale approvato oggi con 39 voti favorevoli e 21 contrari  dal Consiglio regionale nella sessione estiva di Bilancio.

Rispetto al testo approvato la scorsa settimana in Commissione Bilancio, durante la discussione l’Aula ha accolto un emendamento presentato dalla Lega (Frosio, Rizzi e Arosio) con il quale si chiede sostegno e rilancio per le aree turistiche che non hanno rilevanza internazionale e interventi di valorizzazione per i negozi dei piccoli comuni montani e per le strutture ricettive alpinistiche.  

Sì del Consiglio anche a  due emendamenti proposti dal Pd (primo firmatario Fabrizio Mirabelli) centrati sugli interventi per l’Expo affinché l’esposizione universale diventi momento di sviluppo sostenibile (valorizzazione del capitale umano, creazione di un sistema di mobilità sostenibile, maggiori probabilità occupazionali, alta formazione, circuito regionale turistico, con un impegno necessario sui controlli per gli appalti e la sicurezza).

Il documento evidenzia che il DPEFR quest’anno cade in un contesto politico-istituzionale ritenuto favorevole: “il nuovo governo, con le annunciate riforme che valorizzano il ruolo delle Regioni e il varo del federalismo fiscale, e l’Expo 2015, che premia Milano e la Lombardia come fattori di potenziamento del Paese ma che al tempo stesso conferma il ruolo traino che ha il Nord nel contesto di sviluppo nazionale”.  

Il DPEFR non manca di sottolineare però l’importanza di continuare nell’azione di costruzione “di una nuova concezione dello Stato”, azione che vede impegnato il Governo regionale a metà legislatura a raggiungere la completa applicazione della riforma costituzionale che, una volta attuata, darà alla Lombardia, attraverso l’attuazione del federalismo fiscale e delle forme e condizioni di maggiore autonomia in 12 materie, la possibilità di “affrontare e risolvere meglio di quanto faccia ora i grandi temi e le grandi questioni che la coinvolgono”.  Il Documento si sofferma “sui venti di crisi che soffiano sulla Lombardia”, ma allo stesso tempo avverte “che la nostra regione è più dotata di risorse per affrontare le congiunture negative”.

La Risoluzione evidenzia inoltre l’importanza di sostenere e promuovere gli eventi per le celebrazioni dei 150  anni dalle battaglie di Solferino e San Martino, Magenta,  Montebello e Palestro,  la definizione di  politiche regionali per i giovani con un coordinamento dei vari  assessorati e il potenziamento degli  strumenti di organizzazione delle ex Ipab, per cui il Dpefr  prevede nuove forme di gestione. Un intervento di riorganizzazione viene sollecitato anche per gli enti che gestiscono i parchi della  Lombardia.
Continueremo – si legge a questo proposito nel Documento di Programmazione Economica Finanziaria Regionale  – a costruire e proporre forme innovative di personalizzazione dei percorsi di formazione professionale e di istruzione tecnica superiore, così come continueremo a insistere, dentro e oltre le attuali competenze regionali, sulla necessità di conseguire qualità, equità e parità scolastica. Occorre poi intensificare la mobilità agendo in particolare sul trasporto pubblico locale, sul quale è necessario attivare le integrazioni necessarie, mentre sul fronte della sanità bisogna sviluppare l’assistenza territoriale in continuità con quella ospedaliera, migliorare l’accessibilità alla cure, verificarne la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni”.

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Pubblicato il 29 Luglio 2008
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