Stasera consiglio comunale con Piazza Vittorio Emanuele “piatto forte”
Il progetto in dirittura d'arrivo, ma l'ultimo chilometro è, a sorpresa, in lieve salita
Consiglio comunale conclusivo prima delle vacanze questa sera a Palazzo Gilardoni, ma attenzione: non è una seduta "balneare". Sul piatto, fra i 72 ounti all’ordine del giorno, c’è infatti l’intervento urbanistico che fa capo a piazza Vittorio Emanuele II, recentemente passato in commissione ambiente e territorio. La seduta ha subito vari rinvii, prevista inizialmente giovedì 17 luglio, poi martedì 22 luglio, è finita a questa sera.
L’iter prevede che il progetto di riqualificazione del centro storico, sotto forma di piano integrato d’intervento, dopo l’approvazione del consiglio e 60 giorni per la presentazione di osservazioni torni in commissione e poi in consiglio in seconda lettura per l’approvazione definitiva. In autunno, al consiglio piacendo, la fase attuativa. Ma sembra che in consiglio, se in minoranza il PD è da sempre pieno sostenitore dell’operazione e Corrado (oggi assente per il congresso del Prc) e Porfidio tenaci oppositori, la maggioranza non sia così compattamente entusiasta: nello specifico proprio lo spostamento del monumento ai Caduti per fare spazio all’autosilo ha lasciato qualche residua perplessità (si vedano più esplicite contrarietà), mentre tutti, viceversa, sono ben felici di veder riqualificare una parte degradata del centro storico. E ultimamente la questione è diventata anche motivo di una recente "messa in riga" del sindaco alla sua maggioranza, con annesso "tintinnar di poltrone". Tecnicamente Farioli potrebbe ancora optare per il Pirellone se il clima bustocco gli apparirà poco confacente, ma non lo farà salvo sfracelli, e il voto odierno dovrebbe sancire il lieto fine della vicenda "doppio incarico" con la sua felice riconferma a Palazzo Gilardoni.
Quanto all’opinione pubblica, di cui dopo il previsto naufragio del referendum si è strombazzata l’indifferenza alla questione se non il favore per l’operazione, improvvisamente sono spuntate le lacrime di coccodrillo. L’occasione, storica, di dire la loro per la prima volta con il referendum comunale i bustocchi non l’hanno colta, eppure chi si è preso la briga di risentirli di persona non li ha trovati affatto contenti di vedere sparire il monumento dalla piazza.
La maggioranza ha deciso di trasferire lo storico monumento ai Caduti in piazza Trento e Trieste, ma senza il basamento. Dei "Tri Cü", come i bustocchi hanno con un misto di cinismo e di affettuosa familiarità ribattezzato l’opera (e la piazza dove tuttora insiste) si sono improvvisamente scoperti, dopo mezzo secolo, l’impropria collocazione rispetto al contesto circostante nonchè il design differente dal progetto. Il tutto grazie a pareri del Ministero competente (Beni culturali) e lettere autografe dell’autore dell’opera, Enrico Manfrini (si veda in fondo a qeusto articolo), spuntate fuori a giustificare le scelte dell’amministrazione odierna e bastonare indirettamente quelle del 1958.
Se non si perderà troppo tempo a discutere, e non si dovrebbe, andranno al voto anche i progetti per l’ampliamento del Liceo Artistico in via Manara e quelli per il sospirato raddoppio del PalaFerrini, la palestra dello Scientifico.
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