«Matrimonio negato, più sindaci come Candiani»

Il plauso della sezione cittadina del Carroccio all’operato del primo cittadino che non ha celebrato il matrimonio tra un cittadino irregolare e una giovane italiana

Riceviamo e pubblichiamo:

In merito alla nostrana serie mediatica a puntate, che si prefigge di superare in numero e miseria culturale le celebri soap opera del dopo-pranzo, avente come titolo ufficioso il “matrimonio che non s’ha da fare”, la sezione della Lega Nord Tradate esprime un sincero plauso al proprio Sindaco Candiani.

Ci spiace che le forze che compongono l’esiguo fronte dell’opposizione cittadina perdano tempo ed energie a scrivere le noiose trame degli episodi della serie sopra citata: il lettore non aspetta altro che la pubblicità per frenare gli sbadigli.
Per fortuna la cronaca ha scritto una storia completamente differente rispetto alle puntate aventi come protagonista il cons. Carignola, paladino della giustizia e della facile integrazione d’immigrati, ex candidato sindaco a Tradate per l’Ulivo, sonoramente bocciato durante l’ultima tornata elettorale cittadina.

Così come fa sorridere l’episodio in cui compaiono le considerazioni del Cons. Uslenghi, prode difensore della famiglia non convenzionale, che si erge a promotore dell’amore e di un mondo senza confini né differenze quali soluzione per la salvezza dell’umanità intera. Anch’egli bocciato, poco più di un anno fa, dall’elettorato tradatese, con tanto di dimezzamento dei voti rispetto alle precedenti elezioni.
Crediamo di aver capito una cosa: i tradatesi, persone normali e dotate di buon senso, hanno bisogno che gli amministratori e il sindaco in primis, forniscano risposte chiare, inequivocabili e motivate circa le scelte intraprese.

Scendendo nel particolare della vicenda non c’è molto da dire: non è stato celebrato un matrimonio tra una ragazza tradatese e un irregolare albanese, in quanto il ragazzo mostrava incongruenze con la possibilità di permanenza sul nostro territorio, visto il permanente stato di clandestinità (da lui stesso confermata) e la pendenza di reati sulla propria persona. La legge, una volta tanto, ha compiuto il proprio dovere: trasferimento dell’interessato nel C.p.t. di Bologna e provvedimento di espulsione verso l’Albania firmato dal Prefetto.
Ora, non si vuole entrare nelle vicende personali della coppia, che potrà anche avere le proprie specificità e valori su cui fondare il proprio rapporto. Non sappiamo ancora, infatti, se si celebrerà un matrimonio in Albania oppure no (anche in questo caso, l’obiettivo vero non sembra gettare solide basi per una famiglia, ma ottenere in breve un ritorno nel nostro territorio dell’ex clandestino per via ricongiungimento familiare).

Ciò che resta è un dato politico, incontrovertibile: un sindaco della Lega ha agito in modo che la legge fosse rispettata e dato un primo input per un buon funzionamento della macchina della giustizia in tema di espulsioni di clandestini.
Per contro, alcuni degli altri candidati sindaci per il nostro comune avrebbero consentito, e non solo in questo caso, l’applicazione del perverso principio del “si chiuda un occhio”, dando la possibilità ad immigrati clandestini di ottenere con facilità cittadinanza e permanenza sul nostro territorio.

Nel tanto discusso ed apprezzato pacchetto sicurezza del ministro leghista R. Maroni, recentemente approvato al Senato, si stabilisce la necessità di dare più poteri ai sindaci per un migliore e più capillare controllo del territorio, avvicinando le istituzioni alla gente.
Principio che, abbiamo potuto dimostrare, funziona. Basta solo che il sindaco in questione sia espressione della volontà della propria gente.

Occorre, per dirla in due parole, un sindaco targato Lega Nord. Alla prossima puntata…

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 agosto 2008
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