Ricercato tra Svizzera e Italia l’omicida di Losone

La polizia cantonale lo cerca come "individuo pericoloso". Diramata dalla polizia cantonale la foto. L'uomo era già stato arrestato per diverse rapine in Italia

La polizia cantonale lo cerca come "individuo pericoloso", ne ha diramato la foto e invita le persone che fossero in grado di fornire informazioni utili a comporre il numero 0848.255555 (il prefisso internazionale è lo (0041) della sua centrale operativa a Bellinzona.
Ed è effettivamente un rapinatore "di professione" Antonio Barbieri, il pregiudicato italiano di origini calabresi che ha ucciso un cittadino turco a Losone, vicino a Locarno, nella serata del 19 agosto.
Domiciliato tra Arona – che dovrebbe essere la sua residenza ufficiale –  Busto Arsizio, Cannobio e la Svizzera, l’italiano si è infatti macchiato in patria di parecchi reati violenti per cui è già stato condannato: il primo è avvenuto nel settembre del 2002 a Massino Visconti, nella parte piemontese del Lago Maggiore, dove Barbieri con l’aiuto di un complice rapinò la filiale della Banca nazionale del lavoro. Dopo aver portato via con la violenza e le armi 20mila euro, Barbieri e il collega fuggirono a bordo di un’auto rubata e furono poi arrestati poche ore dopo in un albergo di Varese.
Pochi giorni dopo essere stato scarcerato, nel luglio del 2003, Barbieri ricominciò a rapinare colpendo questa volta l’ufficio postale di una frazione di Verbania, pare su indicazione di un compagno di cella verbanese, suo complice nell’assalto al furgone portavalori delle Poste e alla sede locale. Bottino: circa 30 mila euro, parte dei quali ritrovati qualche tempo dopo a Busto Arsizio, a casa di un amico presso cui alloggiava Barbieri. Contro Barbieri, originario della provincia di Vibo Valentia, di fatto senza fissa dimora ma con residenza ad Arona, sono poi state pronunciate in Italia due condanne: una a 5 anni per la prima rapina e una a 7 per la seconda. Barbieri di questi tempi era a Locarno al lavoro presso un take away, vicino al quale lavorava una giovane donna con cui l’uomo ha intrecciato una relazione dallo scorso mese di maggio, e dalla quale viveva: nell’appartamento di Losone appunto, dove poi sono successi i fatti.
Ora polizia e magistratura ticinese chiedono aiuto e segnalazioni alla cittadinanza dove lui tuttora risiede, e dove aveva già dato problemi: Barbieri già la scorsa settimana aveva affrontato, all’uscita del suo posto di lavoro e fratturandogli una gamba, il turco Ozcan. Che prima di essere ucciso l’aveva già denunciato alla polizia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 agosto 2008
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