Area 336, i terreni fanno gola a molti

Il PD presenta una interpellanza per chiarire se qualcuno ha tratto vantaggi dalle operazioni di compravendita nell'area di Sky City. Dove si costruirà per 600 milioni di Euro

A quattro mesi dall’arresto del dirigente alla programmazione territoriale Gigi Bossi, il PD vuole un chiarimento sulla variante 336. E soprattutto sulla compravendita dei terreni nell’ambito individuato  per Sky City, una operazione dal valore potenziale di milioni di Euro. I consiglieri comunali democratici hanno presentato lo scorso 15 settembre una interpellanza – indirizzata al presidente del Consiglio Comunale Donato Lozito e al sindaco Nicola Mucci – che chiede di chiarire diversi punti dubbi dell’iter della variante 336.


Il documento firmato dai consiglieri comunali pone l’accento su diversi aspetti, ma in particolare sul ruolo che l’ex dirigente oggi agli arresti Gigi Bossi avrebbe avuto in una serie di operazioni di compravendita di terreni nell’area, da anni al centro delle attenzioni degli immobiliaristi: riprendendo notizie apparse sulla stampa i democratici scrivono che «sembra sia stato accertato che il medesimo Dirigente “avrebbe svolto opera di mediazione a favore della società S.C.I. gestendo direttamente la vendita in zona S.S.336 e ottenendo per la compravendita, in tre tranches, la somma di Euro 364.000”». Affiora il dubbio che qualcuno abbia  approfittato delle conoscenze di Bossi sulla variante per accaparrarsi terreni di sicuro valore, in un’area che prevede costruzioni per migliaia di metri cubi, per un valore superiore ai seicento milioni di Euro complessivi (secondo una stima redatta prima delle modifiche richieste dalla Regione). Inoltre il PD sottolinea come diversi passaggi dell’iter della variante siano stati caratterizzati da scarsa «trasparenza di procedura, impedendo ai consiglieri comunali, ai cittadini ed agli operatori ogni possibilità di  controllo democratico» e come le garanzie sulla regolarità della variante fossero state date dallo stesso dirigente oggi agli arresti domiciliari


Ma quali sono le richieste dei consiglieri comunali? In primo luogo chiarire quali siano state le operazioni di compravendita di terreni nell’area nel periodo compreso tra aprile 2007 e febbraio 2008, vale a dire tra l’avvio dell’iter della variante e l’adozione della stessa (il primo passaggio verso l’approvazione definitiva). Per appurare «se vi siano stati atti di compravendita e(o preliminari per l’acquisto di terreni» il PD chiede anche «la verifica delle dichiarazioni Ici e dei registri dei certificati urbanistici richiesto rilasciati». Ma i democratici chiedono anche all’amministrazione di chiarire perché i professionisti che hanno curato la variante siano «quasi tutti diversi» da quelli che si sono occupati della redazione del Piano di Governo del Territorio, il nuovo strumento urbanistico comunale.

E dopo aver chiesto «se ci  siano amministratori effettivamente  responsabili di scelte politiche, poi attuate dal dirigente all’urbanistica, e quali vantaggi possano essere derivati ad ulteriori soggetti (potenzialmente società, amministratori, professionisti, mediatori, ecc.) per una variante urbanistica della quale non si è ancora compreso l’interesse pubblico», concludono con  una domanda chiara: se cioè se «non si ritenga opportuno, a garanzia di trasparenza e dell’interesse comunale ad evitare ulteriori e gravosi contenziosi di provvedere a proporre al Consiglio Comunale la revoca della delibera dello stesso Consiglio n. 14 del 25/02/2008». Vale a dire dell’adozione della variante, cui dovrebbe seguire l’approvazione definitiva.

«Chiediamo solo spiegazioni sulla situazione complessiva della variante – spiega il portavoce dei consiglieri democratici Marco Casillo -, di riferire nell’apposita commissione o in Consiglio. Per quel che ne sappiamo gli amministratori potrebbero aver già fatto le necessarie verifiche, a questo punto chiediamo solo che siano rese pubbliche le conclusioni»

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Pubblicato il 25 Settembre 2008
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