Day surgery: i medici contro il decreto

La Società Italiana di Chirurgia Ambulatoriale e Day Surgery teme che le modifiche proposte costituiscano un grave pericolo per i pazienti

La Società Italiana

di Chirurgia Ambulatoriale e Day Surgery (
S.I.C.A.D.S.)

non è stata interpellata nella valutazione di un provvedimento che riguarda
proprio la day surgery e la chirurgia ambulatoriale. Queste sono le parole del
Prof. Giampiero Campanelli
, Segretario
Nazionale della Società, a proposito di una proposta di revisione dei DRG – LEA
che potrebbe comportare gravi rischi per il Paziente.


È data ormai come imminente
l’approvazione del Dpcm sui nuovi Lea, cioè il Decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri che tratteggia i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza,
erogati dal Servizio Sanitario Nazionale.

Il provvedimento, il cui
iter era stato avviato dal governo Prodi, contiene numerose novità rispetto
all’attuale elenco di prestazioni e servizi del Ssn.

A fronte di indubbi
vantaggi di tipo amministrativo ed economico, sono però alcune categorie di
pazienti a rischiare le conseguenze più pesanti. Queste sono soprattutto a
carico di alcuni interventi che da regime di day surgery verrebbero
riposizionati nel regime di chirurgia ambulatoriale.


Il timore, e la
segnalazione, vengono da un operatore del settore di lunga esperienza:
il professor Giampiero Campanelli, direttore
dell’Unità Operativa di Day and Week Surgery dell’Ospedale Multimedica di
Castellanza e Professore Ordinario di Chirurgia all’Università dell’Insubria di
Varese.


Nell’allegato 6B del
testo in via di approvazione ci sono interventi chirurgici relativi a
riparazioni di ernie (inguinale, crurale e ombelicale) che per la sicurezza del
Paziente è impensabile possano essere eseguiti in un semplice ambulatorio e
comunque sotto forma di chirurgia ambulatoriale, così come elaborata nelle
linee guida sulla day surgery e la chirurgia ambulatoriale del Ministero
Veronesi nel 2000 e che hanno tracciato il percorso di successivi atti di
intesa stato-regioni.

Relativamente poi alla
chirurgia dell’ernia inguinale
la European Hernia

Society
e un’apposita Commissione Europea hanno stilato delle
linee guida approvate dalle singole società nazionali dove è sancito il
concetto di day surgery per tale tipo di chirurgia da eseguire quindi
esclusivamente con apposito regime e nelle apposite strutture identificate da precisi
requisiti tecnici, organizzativi e amministrativi.

Se ciò
non avviene

afferma
il
professor Campanelli
– l’approccio si può rivelare del tutto inadatto:
infatti pure strutture ambulatoriali oltre a non essere attrezzate come sale
operatorie, non presentano neanche il personale sufficiente e adatto per
l’intervento chirurgico, come per esempio l’anestesista.

La
sicurezza, soprattutto in ambito chirurgico, non si può improvvisare, e il pur
giusto contenimento dei costi non deve andare a scapito della sicurezza stessa.


Pertanto a nome della
Società Italiana di Chirurgia Ambulatoriale e Day Surgery e in  nome di
precise linee-guida scientifiche internazionali, il
professor Campanelli
richiede una ridiscussione corale con la Società
di Day Surgery di tali Lea.

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Pubblicato il 08 Novembre 2008
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