Giuseppe O. Longo sulle teorie della complessità
Nuovo workshop promosso dal CeRiCo (Centro di Ricerche sulla Complessità) della LIUC. Ospite il professore ordinario di Teoria dell’Informazione alla Facoltà di Ingegneria Elettronica dell’Università di Trieste
Il prossimo giovedì 27 novembre dalle ore 15.00 alle 17.30 presso l’ Università Carlo Cattaneo – LIUC si terrà un nuovo workshop promosso dal CeRiCo (Centro di Ricerche sulla Complessità): protagonista, Giuseppe O. Longo, ordinario di Teoria dell’Informazione alla Facoltà di Ingegneria Elettronica dell’Università di Trieste, nonché componente del Comitato Scientifico del CeRiCo.
Giuseppe O. Longo si interessa della comunicazione in tutte le sue forme: teorico dell’informazione, traduttore, divulgatore scientifico, narratore, drammaturgo, e attore, tenta di ricostruire l’unità-complessità della persona nell’interazione con la complessità-unità del mondo.
“Noi umani – sostiene Longo nel suo testo “Il senso e la narrazione” – siamo creature della narrazione: ciascuno di noi, dalla nascita alla morte, racconta e si fa raccontare un seguito di storie nel tentativo di dare un senso al mondo e alla sua presenza nel mondo. Questo incessante racconto da una parte ci fornisce un’immagine semplificata della realtà rumorosa e multicolore dentro la quale siamo scaraventati; dall’altra ci restituisce un’immagine del sé”
L’incontro si colloca nell’ambito del ciclo di appuntamenti promossi dal neo – nato CeRiCo (Centro Ricerche sulla Complessità) – diretto dal professor Giuseppe Scifo, con obiettivi scientifici diretti alla realizzazione di ricerche sul campo, allo sviluppo di attività formative e all’individuazione di nuove modalità di gestione delle imprese.
Erede del Progetto Gestione Sistemi Complessi, che si è chiuso nel novembre 2007 dopo nove anni di attività, il CeRiCo ha una missione più ampia, pur mantenendo immutato il suo oggetto, cioè lo studio della complessità nelle scienze sociali e, in particolare, nelle scienze manageriali, nell’organizzazione, nelle scienze comportamentali, dove essa si manifesta potenzialmente in forma più difficile da comprendere, gestire, valutare e utilizzare.
La maggior parte dei problemi che debbono affrontare le imprese non sono infatti lineari, cioè caratterizzati da una relazione causa-effetto, ma complessi, ovvero si basano su un insieme di concause di tipo reticolare.
Esiste oggi l’opportunità di utilizzare un approccio nuovo, rappresentato dalla teoria della complessità, che presta attenzione soprattutto al futuro, all’origine e sviluppo delle aspettative, all’innovazione, cioè ad aspetti che non si prestano ad essere trattati linearmente.
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