“L’ex Fornace deve tornare in consiglio comunale”

La minoranza non si arrende e si rivolge anche al Prefetto per chiedere “il rispetto del regolamento: un quinto dei consiglieri può far convocare la seduta”

La minoranza non si arrende: “il consiglio comunale, con all’ordine del giorno il ritiro dell’ultima variante ex Fornace, deve essere convocato al più presto”. In una nota diramata dai gruppi consigliari di minoranza, Gruppo Ulivo e Una città per tutti, insieme a Partito Democratico e Sinistra democratica, rispondono al presidente del consiglio comunale, Fabio Tonazzo, che ha rifiutato la loro richiesta scritta presentata la scorsa settimana: «Ricordiamo a beneficio dei cittadini ma soprattutto del presidente del consiglio comunale, che ha perso un’altra occasione per dimostrare il suo vero ruolo e cioè essere il Presidente del  Consiglio dei consiglieri di maggioranza, che  il Testo Unico delle leggi sull’ ordinamento degli Enti Locali  nr. 267 del 18   Agosto 2000    ribadisce all’ art. 39 comma 2 " Il presidente del consiglio comunale o provinciale è tenuto a riunire il consiglio in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, o il sindaco o il presidente della provincia, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste" e che al comma 5  prevede che  "In caso di inosservanza degli obblighi di convocazione del consiglio, previa diffida, provvede il prefetto"».

I consiglieri di minoranza avvisano inoltre di aver già parlato con il Prefetto. Lo stesso ha dichiarato il presidente Tonazzo nelle ultime dichiarazioni. «Il Consiglio comunale dovrà essere convocato ed anche al più presto – aggiungono i gruppi di minoranza -, non possiamo non denunciare l’atteggiamento arrogante e prepotente da parte della maggioranza del consiglio comunale che trova la sua massima espressione nella figura del presidente del consiglio comunale Fabio Tonazzo, il quale invece di tutelare i diritti di tutti i consiglieri comunali, in particolare quelli della minoranza visti i numeri della rappresentanza (5 consiglieri di minoranza e 15 di maggioranza), assume atteggiamenti e prende decisioni contrari alle più elementari norme del confronto politico». 

 

«Le affermazioni di Fabio Tonazzo riportate da Varesenews sono gravi e diffamatorie nei confronti dei gruppi consiliari  di minoranza – proseguono i consiglieri -. Indichi quali sarebbero "le vere e proprie falsità ed affermazioni gravi e senza fondamento "riportate nel dispositivo presentato dalla minoranza? Indichi quali sono le frasi diffamatorie che esporrebbero il consiglio e l’Ente a rischi di denunce? Di grave c’è solamente l’atteggiamento provocatorio assunto dal presidente del consiglio nel volere rifiutare quanto previsto dai regolamenti e dalle leggi vigenti.  Prendiamo atto inoltre con soddisfazione che finalmente anche la Lega Nord attraverso il presidente del consiglio della maggioranza  riconosce l’ autorità del Prefetto. La presa di posizione  delle forze politiche della maggioranza, soprattutto della Lega Nord e del presidente del consiglio, ci induce a pensare però che probabilmente non tutti i consiglieri comunali sono d’accordo sulle modalità adottate nell’approvazione di quella delibera, non si spiegherebbe altrimenti quest’avversione all’ iniziativa della minoranza. Di cosa hanno paura? Hanno i numeri dalla loro parte: sono 15 contro 5. L’ hanno votata una volta , il 18 di Aprile, la sostengano una seconda volta se sono così sicuri che tutto sia stato fatto a regola d’arte”.

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Pubblicato il 21 Novembre 2008
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