Liceo Crespi, cent’anni e non sentirli
Celebrata oggi la riconsegna dell'immobile restaurato dalla Provincia, con l'inaugurazione di una mostra dedicata all'ex preside Fabrizio Prandina e la presentazione dei programmi della Fondazione Liceo Crespi
Ha cent’anni ma non li dimostra proprio l’edificio che ospita il Liceo classico e linguistico Crespi di Busto Arsizio. Oggi, alla presenza di varie autorità, è stato "riconsegnato", completamente restaurato e ammodernato ad opera della Provincia di Varese dopo un lungo intervento durato cinque anni ma acceleratosi sensibilmente in questo 2008. Erano presenti per l’occasione il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Claudio Merletti, il sindaco Gigi Farioli, l’assessore provinciale Gianfranco Bottini, responsabile per l’edilizia scolastica, la prof.ssa Lucia Marrese e la dirigente scolastica del Liceo Crespi prof.ssa Cristina Boracchi. Evento importante quello odierno per l’istituto bustocco, il più antico liceo altomilanese, che ora va rilanciandosi con lo strumento della Fondazione – la prima creata da un istituto superiore nel Varesotto -reso ormai indispensabile dal quadro attuale. Per l’occasione si è anche inaugurata una mostra dedicata alla figura di Fabrizio Prandina, uno dei primi presidi dell’istituto e tra le figure più significative della sua lunga storia, tanto che una delle scuole medie cittadine gli è stata intitolata.
La preside Boracchi loda il lavoro svolto dalla Provincia («davvero ottimo»). Ma il vero fiore all’occhiello cui la dirigente tiene moltissimo è l’attività della Fondazione, da lei lanciata la scorsa estate «per creare un circlo virtuoso con il territorio». La Fondazione ha grandi ambizioni e non le nasconde: tra queste, raccogliere risorse sufficienti ad avviare un indirizzo musicale, oltre a quelli classico e linguistico, per un Liceo sempre più "umanistico" a tutto tondo. E la risposta dal territorio, aggiunge Boracchi, c’è. «Ma c’è di più, le risorse che il territorio ci mette a disposizione andranno usate anche e soprattutto per un nostro preciso dovere sociale: garantire il diritto allo studio anche dei ragazzi che vengono da famiglie meno abbienti. Abbiamo un obbligo scolastico per il biennio, non dimentichiamolo. Poi stiamo perseguendo una serie di progetti: viviamo in tempi in cui la scuola deve saper fare il marketing territoriale».
Anche il provveditore Merletti ha avuto parole di approvazione per le attività dell’istituto e in particolare per il lancio della Fondazione.
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