Orientagiovani: menti sveglie alla scoperta dell’Industria
E' stata alla Goglio, azienda leader mondiale la prima visita/lezione di Orientagiovani 2008. Alla scoperta reciproca del mondo dell'industria e di quello dei periti chimici e plastici
Sono solo sedici ma rappresentano la crème
della crème di quello che stanno cercando da anni le aziende,
gli studenti che hanno aperto con la visita alla Goglio il programma
InformaGiovani 2008. Sedici ragazzi e ragazze, provenienti
dalle sezioni quinte (ma due selezionati erano di quarta) degli
istituti Isis di Varese, Gallarate e Busto, ricercati nelle
sezioni dedicate a chimica e plastica: proprio le sezioni in cui
pochi si specializzzano e per cui c’è invece una attenzione
continua.
Sedici ragazzi specializzatissimi, che
hanno seguito attivamente la lezione/visita all’azienda: e per
attivamente si intende che le domande erano decisamente competenti e
spesso già frutto di una – seppur minima – esperienza sul
campo attraverso stages. Ragazzi che – loro ancora non lo sanno –
sono oro per le aziende: anche in questi tempi di crisi, anche in un
momento in cui nessuna azienda sa dire con serietà quando
ritornerà ad assumere.
Perchè: “Anche se il livello
congiunturale attuale non è favorevole, questi sono profili
sempre difficili da trovare e ogni contatto con gli studenti è
per noi una occasione da sfruttare – spiega Massimo Cestaro,
responsabile dello sviluppo e organizzazione dell’azienda – Quello di Orientagiovani è un canale
importante per farci venire in contatto con il mondo della scuola,
che non conosce la nostra azienda e perciò non spesso non la tiene in
considerazione. E invece, portare ragazzi in visita all’azienda è
un po’ come far fare loro una autovalutazione da candidato: se un ragazzo visita l’azienda e gli dà fastidio il rumore o trova l’ambiente della fabbrica poco pulito, non ci viene nemmeno, a un colloquio”.
Nel caso specifico va da sè che l’azienda di cui si parla non è né
“sporca” né “sconosciuta”: perchè la Goglio non
è nota ai più come marchio ma lo è comunque per
quello che produce, e le sue innovazioni sono passate per le mani di
tutti: non solo in tutta Italia (è il 33% del suo fatturato,
che nel 2007 è stato di 298 milioni di euro), ma in tutta
Europa e negli Usa (il 29% del fatturato, in entrambi i casi) e
anche, in percentuali sempre crescenti, in Asia.
Perchè tutti hanno aperto, prima
o poi nella vita, un pacchettino di caffè sottovuoto, magari
quelli con la magica valvola “salvaprofumo” che hanno cominciato
a fare capolino nei primi anni settanta: ecco, quella valvola è
stata inventata dalla Goglio, cambiando radicamente in meglio il procedimento
di industrializzazione del caffè, visto che permette di
imbustare il caffè appena torrefatto.
E in molti
invece avranno reso più semplice il loro Natale con un’altra
invenzione della Goglio, quel sacchetto di alluminio e plastica che
permette di bollire i cotechini precotti, prima dei quali la
tradizionale pietanza era una vera, e sgradevolissima, impresa.
Questa azienda di Daverio,
che ha 160 anni e ora quasi 700 dipendenti solo in quella sede e 1500 nel mondo, è una occasione di lavoro di prestigio, perchè i suoi imballaggi alimentari sono famosi ovunque: perchè, innanzitutto , continua a creare
innovazione, una innovazione che cambia la vita alla gente. E
dall’italia ha avuto il coraggio di arrivare fino alla Cina, dove si è trovata un posto sul mercato per tempo e ora ha uno spazio in più per
vincere la crisi.
E oggi ha mostrato anche un’altra qualità vincente sul mercato, quella di vedere con rispetto e trattare
con serietà ciò che da
sempre e per sempre sarà il suo potenziale asso nella manica:
menti competenti, fresche e sveglie. Le uniche materie prime
italiane che possono davvero portare il paese fuori dalla crisi
globale.
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