Partecipazione, la sinistra ci prova: partendo dai quartieri
Singoli cittadini dai comitati spontanei più Rifondazione e PdCI per "risvegliare la città". Sabato un eventio per farsi conoscere e raccogliere adesioni
Partecipazione, a sinistra ci si prova. Un elemento profondamente carente a Busto Arsizio quella della politica partecipata, secondo Rifondazione Comunista, il PdCI e alcuni aderenti a comitati locali di quartiere riunitisi per lanciare l’iniziativa "Partecipare si può". Un evento si terrà questo sabato per farsi conoscere, ma le prospettive sono a lungo termine.
«La nostra idea è di svegliare la città, andare nei quartieri, ascoltarne i problemi dalla viva voce dei residenti e cercare di coinvolgerli in una partecipazione dal basso» spiega il consigliere comunale Antonello Corrado. «Perchè di partecipazione si parla tanto, ne parlava anche chi poi ha detto di non andare a votare al referendum, noi invece cerchiamo di tradurla in realtà. Era tra l’altro nel programma elettorale del centrosinistra sconfitto alle elezioni comunali, se qualcuno se ne fosse scordato». Andare dunque nei rioni, individuare le persone che si possano fare portatrici di attività condivise. «Il lavoro che ci attende sarà duro e difficile: se vai oggi in mezzo alla gente, scappano tutti. Scappano se bussi alla porta, scappano se allunghi un volantino. A Busto Arsizio Siamo alla preistoria della partecipazione, anche chi viene da fuori si rende conto che la città è ferma e la sua politica inchiodata a vecchi modi di pensare per paura di perdere i voti. Come parli di integrazione degli stranieri subito ti tacciano di voler far fare ai bustocchi la fine dei pellirosse… Se la città si apre, si aprirà finalmente anche la politica» è la speranza del consigliere. «La partecipazione serve perchè la politica non si chiuda nell’autoreferenzialità, noi ci metteremo la piena disponibilità ad ascoltare, a capire, a confrontarci». «C’è un problema strutturale» fa eco il segretario del PdCI Cosimo Cerardi, «finito il tempo delle grandi fabbriche la strada da battere per stare tra la gente e vicino a chi lavora o ha lavorato sono i quartieri, dove i cittadini vivono. Questo è l’inizio di un nuovo percorso».
Ad affiancare Corrado nel presentare alla stampa locale l’iniziativa vari esponenti dei due partiti comunisti coinvolti ed esponenti di comitati locali di rione. A titolo strettamente individuale però: i comitati cui appartengono (per ora, Sant’Anna e via Gioberti) apolitici, non aderiscono formalmente a "Partecipare si può". E anche l’alleanza in prospettiva con gli esponenti del Meetup di Beppe Grillo resta per ora al livello di collaborazione esterna su una serie di temi.
Intanto, sabato prossimo 22 novembre alle ore 15 a Villa Tovaglieri, in via Volta, quanti hanno aderito presenteranno alla città l’iniziativa, con idee e progetti. Ospite sarà il vicesindaco di Canegrate (Milano) Mirko Marcolongo, già invitato sul palco da Beppe Grillo nella sua tappa bustocca, che porterà l’esperienza del bilancio partecipato e delle attività pubbliche svolte nei quartieri del Comune altomilanese, dove tra l’altro si trasmette in in diretta streaming via webcam il consiglio comunale. Sabato 29 novembre dalle ore 9, invece, artierà l’iniziativa di distribuzione pubblica del pane a un euro al chilo nel quartiere di Sant’Anna, come sensibilizzazione sul problema dl carovita, specialmente avvertito dalle fasce più deboli della popolazione, pensionati in testa.
«I problemi dei quartieri sono di tutti, né di destra né di sinistra né di centro: e noi ci come comitato ci confronteremo con tutte le parti decise a iniziative per affrontare i problemi» spiega Franco Cascio per il comitato spontaneo di sant’Anna. Fa eco Luisa Caprioli, già pasionaria degli "assediati da ferro e cemento" di via Gioberti: «Prima di trovare un abbozzo di soluzione che comunque ha altertato irrimediabilmente le nostre abitudini, qui ci siamo trovati le ruspe in casa all’improvviso. Voglio solo far notare che al contrario a Solbiate Olona i proprietari di terreni che si trovano sul tracciato della futura Pedemontana si confrontano di frequente e con puntualità con l’amministrazione».
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