Alfieri: “Il governo spende male e taglia peggio”

Brutte notizie dalla manovra anticrisi anche per chi ha investito in interventi di riqualificazione energetica nella propria azienda o nelle propria abitazione

La manovra anticrisi appena approvata (D.L. 185/2008) contiene molti provvedimenti che il Partito Democratico ha duramente criticato: ci sono i regali che il partito di Berlusconi e la Lega hanno voluto fare a Roma (500 milioni) e a Catania (140 milioni); ci sono solo 260 milioni per tutti gli altri Enti Locali italiani per coprire il mancato introito dell’ICI; c’è la decisione di aumentare le imposte a 4,7 milioni di Italiani, aumentando al 20% l’IVA sugli abbonati SKY.

Quest’ultimo provvedimento ha in queste ore polarizzato l’attenzione dei media e del dibattito politico. Non potrebbe essere altrimenti: attraverso un decreto il Presidente del Consiglio ha deciso di rendere più costoso il prodotto di un concorrente. Gli Italiani hanno tutti gli elementi per farsi un’idea.  

Tuttavia, il polverone sollevato rischia di far passare sotto silenzio un’altra misura che rischia di penalizzare cittadini e aziende che hanno investito in questi anni in interventi di riqualificazione energetica, a partire dall’installazione dei pannelli fotovoltaici. Il governo di centrosinistra prevedeva per chi faceva interventi di questo tipo una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi a carico del contribuente, fino a un valore massimo di 100.000 euro, da ripartire in tre quote annuali. Il provvedimento ha permesso a più di 200 mila, tra aziende e privati, di operare concretamente per risparmiare energia e per ridurre le emissioni nocive in linea con gli impegni previsti dal Protocollo di Kyoto.  

Il decreto “anticrisi” del centrodestra rende molto più complicata la procedura per accedere alle detrazioni già previste e limita i fondi. Con il rischio molto concreto che la maggior parte dei cittadini potrà usufruire di una detrazione dall’imposta lorda pari al 36 per cento delle spese sostenute fino ad un massimo di 48.000 euro da ripartire in 10 rate annuali. Una beffa, che vale anche retroattivamente per chi ha investito quest’anno. Il Partito Democratico, a livello regionale e nazionale, sta mettendo in campo – insieme a diverse associazioni – tutte le iniziative possibili per cambiare questo provvedimento, ripristinando le misure volute dal governo di centrosinistra. 

Alessandro Alfieri

Responsabile Enti Locali – PD della Lombardia

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Pubblicato il 03 Dicembre 2008
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