Il comando Nato di Solbiate Olona torna in Afghanistan
Il corpo di reazione rapida NRDC-IT, a guida italiana, destinato ad una nuova difficile missione dopo quella del 2005-2006: si parte a febbraio
Il Corpo di reazione rapida NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona (VA) si appresta a tornare in Afghanistan. Dopo l’esperienza positiva della missione ISAF VIII, condotta da agosto 2005 a maggio 2006, verrà di nuovo impegnato per garantire la stabilità socio-politica e la sicurezza nella neonata repubblica islamica afghana.
Grazie all’esperienza maturata e all’alto livello addestrativo raggiunto, il NRDC – ITA, comandato dal Generale Gian Marco Chiarini, "contribuirà in maniera decisiva alla gestione delle operazioni in Afghanistan a partire dal prossimo febbraio 2009": fin qui gli auspici. Va detto però che nei pochi anni intercorsi la situazione non è purtroppo diventata nè più tranquilla nè più semplice, e resta assai difficile. Ne sono testimonianza i violenti combattimenti che nel Sud canadesi, britannici e americani hanno dovuto combattere contro un movimento talebano ancora radicato .
A differenza della precedente missione, che interessava un’area di responsabilità relativamente ristretta, la missione ISAF 2009 prevede l’estensione della giurisdizione a tutto il territorio afghano.
Il personale messo a disposizione dal Comando NRDC – ITA, (ufficiali, sottufficiali e militari di truppa) sta seguendo uno specifico addestramento per accrescere le capacità operative individuali e la capacità di lavoro in “team” e di staff (esercitazioni “Eagle Focus” 1-2-3, “Asian Eagle”, esercitazione finale per la valutazione dell’operatività presso il Training Center NATO di Stavanger in Norvegia). Un programma di controlli medici e di vaccinazioni, inoltre, assicurerà un’ampia copertura sanitaria contro le malattie endemiche dell’area.
Alla preparazione strettamente militare si aggiungono una serie di indispensabili lezioni su storia, dinamiche sociali, politiche, culturali afghane e sugli usi e costumi locali; lezioni tenute da conferenzieri militari e civili esperti qualificati di livello nazionale ed internazionale, provenienti sia da rinomati centri studi e di ricerca delle dinamiche geopolitiche e socio-economiche mondiali, sia direttamente dall’Afghanistan e da altri comandi NATO.
Durante la missione, presso la caserma “Ugo Mara”, sede in Solbiate Olona del NRDC–ITA, verrà attivato il “Family Support Center”, organismo in grado di supportare con continuità le famiglie del personale italiano e straniero – il Corpo è infatti organismo multinazionale – impegnato in Afghanistan.
Il Corpo d’Armata di reazione rapida: cenni storici
Il Comando NRDC – ITA nasce nel 2001, in seguito ad una ristrutturazione delle forze deciso dalla NATO per dotarsi di unità multinazionali rapidamente schierabili, mobili, sostenibili e flessibili, fornite di capacità di comando e controllo.
L’Alleanza decise di creare 6 nuovi Comandi terrestri ad elevata prontezza (in Italia, Francia, Germania, Spagna e Turchia) per reagire con un breve preavviso ai futuri impegni operativi.
Il Comando di Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia (NRDC – ITA) è stato ufficialmente costituito il 1° novembre 2001 in seguito alla soppressione del Comando delle Forze Operative di Proiezione, e ne fu individuata la sede presso la caserma “Ugo Mara” in Solbiate Olona (Va).
Il Comando ha rappresentato la prima priorità per l’Esercito Italiano nel 2002 ed un enorme impegno in termini di personale, infrastrutture, equipaggiamento e risorse finanziarie. Nel Comando sono inoltre presenti componenti/rappresentanti delle altre Forze Armate (Marina, Aeronautica e Carabinieri). Con un adeguato incremento di queste cellule basiche già esistenti, il Comando ha quindi le potenzialità per condurre attività interforze. La Grande Unità è in grado di impiegare in operazione fino a 4 Divisioni, Unità di Supporto al Combattimento (CS) e Unità Logistiche di Supporto (CSS), per un totale di 60.000 uomini.
Oltre all’Italia, i membri fondatori del Comando NRDC – ITA sono 10: Germania, Grecia, Ungheria, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti d’America. A questi si sono aggiunte la Bulgaria nel 2005, la Slovenia nel 2006, la Francia e la Romania nel 2007, per un totale di 15 nazioni partecipanti.
Il contributo italiano è pari a circa il 70% della forza effettiva del personale del Comando.
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