Monte San Giorgio candidato per l’Unesco
Presentato dall'assessore alle Culture, identità e autonomie della Lombardia, Massimo Zanello
L’assessore alle Culture, identità e autonomie della Lombardia, Massimo Zanello, ha presentato oggi la candidatura del sito paleontologico di Monte San Giorgio per l’inserimento nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco. «Il riconoscimento c’è già per l’area compresa nel versante svizzero – ha ricordato l’assessore regionale – e ora dobbiamo completare il procedimento, dato che il termine per la presentazione della candidatura scade il 1° febbraio prossimo».
L’accordo, sottoscritto con Ministero dei Beni e le attività culturali, Provincia e Camera di Commercio di Varese, Università di Milano (Dipartimento di Scienze della Terra "Ardito Desio"), Comuni di Besano, Clivio, Porto Ceresio, Saltrio, Viggiù e Comunità montana della Valceresio, riguarda la definizione delle metodologie di redazione e attuazione del piano di gestione del sito, caratterizzato dalla presenza di 30 specie di rettili e quasi 100 specie di pesci fossili, «punto di riferimento – ha sottolineato Andrea Tintori, docente di paleontologia all’Università di Milano – di altri ritrovamenti recenti avvenuti nella Cina meridionale, dove stanno venendo alla luce molti siti più o meno coevi ai nostri livelli fossiliferi».
L’area proposta per l’iscrizione, nella quale è collocato il giacimento fossilifero di eccezionale valore, è situata nella Provincia di Varese, nel territorio del Monte San Giorgio – Monte Pravello – Monte Orsa, affacciato sul lago di Lugano. Dal 1972 l’Unesco (Agenzia delle Nazioni Unite il cui scopo è la promozione delle attività di educazione e diffusione della scienza e la cultura) ha istituito la Whl – World Heritage List, un elenco che comprende tutti i siti che per le loro straordinarie caratteristiche culturali e naturali vengono riconosciuti come "patrimonio culturale dell’umanità".
Le aree comprese nella lista – che viene aggiornata annualmente – sono oggetto di particolari cure per la loro conservazione e valorizzazione, finalizzate alla loro trasmissione alle generazioni future. Il primo sito italiano cui è stato riconosciuto l’inserimento nella lista è stato, nel 1979, la Valle Camonica. A tutt’oggi sono 43 i siti italiani inseriti nell’elenco.
«Oggi – ha ricordato l’assessore Zanello – l’eccellente quadro lombardo viene ad essere impreziosito da questa nuova candidatura: il sito di Monte San Giorgio è la miglior prova di quella simbiosi culturale che favorisce lo scambio di idee e progetti nel rispetto della nobile tradizione regionale».
L’assessorato alle Culture, identità e autonomie sostiene e promuove la presentazione di nuove candidature nonché la diffusione delle conoscenze sul patrimonio relative ai luoghi già inseriti nella lista Unesco.
«L’impegno regionale in questo ambito – ha ricordato Zanello – cresce di anno in anno, anche in considerazione del fatto che ben 6 siti già riconosciuti si trovano in Lombardia; con la presentazione della candidatura di Monte S. Giorgio, e con l’inserimento dei siti di Brescia e Castelseprio il loro numero salirà a 8, facendo della Lombardia la regione italiana con il maggior numero di siti Unesco».
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