Pranzo e cenone di natale: istruzioni per l’uso

1.800mila italiani in meno che possono permetterselo, ma la quasi totalità di concittadini pronti a farlo in casa. Con avveertimenti e consigli utili

Non c’è Natale senza cenone o pranzo: e anche quest’anno i sondaggi lo confermano: quello realizzato da Confesercenti-Swg come ogni anno conferma che la quasi totalità degli intervistati, il 92% più precisamente, dichiara che passerà vigilia e 25 dicembre in famiglia a casa: una tradizione salda nel Mezzogiorno, mentre al Nord un’esigua percentuale di intervistati, il 4%, andrà al ristorante anche in quell’occasione.
Ma c’è da registrare una flessione, piccola ma significativa: il 3% di chi ha risposto al sondaggio ( che, in numeri assoluti, corrisponde a un campione che rappresenta ben 1,8 milioni di Italiani) non farà la cena o il pranzo di natale, perché si trova in difficoltà economiche.
Secondo la valutazione Confesercenti-Swg, si spenderanno a Natale complessivamente poco più di 2,5 miliardi di euro e la spesa è in diminuzione rispetto a Natale 2007 (-7).


Più che altro, inm un natale più povero si contengono i costi del cenone: e rispetto alla media di 112 euro registrata nel 2007, quest’anno gli italiani dichiarano infatti di voler spendere in media attorno ai 104 euro. Accanto al 44% di quanti non spenderanno più di 75 euro, infatti si riduce al 2% la disponibilità anche dei più facoltosi, disposti meno del passato ad affrontare spese più consistenti (oltre 250 euro).


Se sono in crisi i portafogli non sono in crisi le famiglie: attorno alla tavola di Natale, secondo un sondaggio Camera di Commercio di Milano, siederanno oltre 10 persone nel 56,2% dei casi. La tavola più affollata risulta quella napoletana: oltre 10 persone per il 71,6% degli intervistati.

Tra le tradizioni natalizie, se potesse, un italiano su quattro non rinuncerebbe a nessuna ma se proprio bisogna scegliere il 32,9% non farebbe a meno del cenone della Vigilia e il 21,8% del pranzo di Natale. Sul dolce da tagliare a fine pasto, per gli italiani Natale vuol dire panettone: hanno risposto così l’84,4% degli intervistati, metà dei quali sono ancora affezionati alla ricetta tradizionale, liscio con uvetta e canditi, per cui sono disposti a una spesa a testa di 12 euro.

Per avere il meglio con un giusto rapporto qualità prezzo – cioè senza farsi fregare – l’associazione consumatori Aduc ha rese note le sue !”istruzioni per l’uso” degli acquisti alimentari natalizi.


Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc, ricorda: «Salmone a tavola? Si’ certo, tenendo presente che i fiumi della Scozia, della Norvegia o dell’Irlanda probabilmente il nostro pesce non li ha mai visti, perche’ e’ stato allevato, con farine animali; quello affumicato poi non ha mai visto legna da ardere ne’ il relativo fumo, perche’ e’ stato siringato con un aroma al fumo (consentito dalla legge). Se proprio vogliamo il salmone affumicato col metodo classico, dobbiamo osservare le etichette e leggere "affumicato con legna", oltre che individuare il Paese di origine e le modalita’ di allevamento».

Altro prodotto tipico per il cenone e’ l’anguilla ovvero il capitone. «L’Italia e’ il primo produttore europeo di anguille, che sono allevate intensivamente in vasche d’acqua dolce – ricorda Mastrantoni – Il capitone e’ l’anguilla femmina adulta, dal peso di circa un chilo, ma si vendono come capitoni le anguille di entrambi i sessi e da mezzo chilo; tanto chi li riconosce?».

Attenzione anche ai vinelli frizzanti fatti passare come spumanti: e’ semplice vino bianco con aggiunta di un gas, l’anidride carbonica, che serve pure a gasare l’acqua naturale. Senza contare l’ormai tradizionale finto caviale, uova colorate di un comunissimo pesce, spesso il lompo: la sola è facilmente riconoscibile dal fatto che perde il colore una volta spalmato sulla tartina.

Per chi proprio non vuole sbagliare, può ripiegare sul cenone proposto dalla Lav, lega antivivisezione: il menù, ovviamente completamente vegetariano, prevede due alternativoe. Uno dai sapori più delicati con crostino con crema di fagioli e tartufo bianco, tagliatelle panna, limone e pepe bianco, listelle verdi e gialle di ceci su salsa rossa; e un menu dai sapori più decisi, che suggerisce una sfoglia rustica ai porri, orecchiette ceci e zafferano, straccetti di seitan alla rucola. In tutti i casi, fortunatamente, la tradizione e salva, comunque la si giri alla fine il panettone c’è per tutti.

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Pubblicato il 24 Dicembre 2008
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