Robin Hood, quando le favole diventano realtà

Ieri sera, al teatro Apollonio, davanti ad una platea emozionata ed entusiasta è andato in scena il musical "Robin Hood" con Manuel Frattini. In replica questa sera, alle 21

Un’avventura raccontata tra fiaba e realtà. Un personaggio che diventa un eroe ma che in fondo è vicino ad ognuno di noi. Un mondo lontano dove i personaggi si intrecciano per raccontare una storia magica. Ieri sera, sabato 20 dicembre, al teatro Apollonio è andato in scena il nuovo musical di Manuel Frattini, "Robin Hood", capace come il precedente Peter Pan di raccogliere consensi dalla platea.
Uno spettacolo emozionante dall’inizio alla fine che trasporta il pubblico nell’incanto della foresta di Sherwood ed in una vera favola. Le musiche, le scenografie, gli abiti ed ogni piccolo particolare è curato nel dettaglio ed è stupefacente vedere come una macchina organizzativa, come quella che richiede un grande musical, possa funzionare senza il minimo intoppo e creare una storia tutta da vivere. Ogni minuto con Manul Frattini e la straordinaria compagnia infatti, non è da perdere. Le scenografie cambiano magicamente portando lo spettatore dalla foresta di Sherwood, al castello di Re Giovanni (Marco Manca) per poi presentare la più intima camera di Lady Marianna (Valeria Monetti) o i sobborghi della contea di Nottinghamshire. Le musiche, inedite di Beppe Dati, raccolgono le emozioni dei personaggi e arrivano alla platea raccontando note di amore, rabbia, allegria o odio. I costumi sono quelli d’altri tempi e rispecchiano i caratteri e gli umori dei personaggi facendo si, che quella maschera raccontata nelle fiabe, diventi realtà. Uno spettacolo che, con testa o cuore, non puoi prescindere dal vivere in prima persona sperando che quell’amore tormentato possa avere il lito fine, incoraggiando le avventure di Robin e del suo popolo. Ma anche rattristandosi per la causa di Fra Tuck (Lello Abate) contro la miseria dei ceti più poveri, esultando per il bacio tra Lady Marianna e Guyo (Simone Sibillano) ma ancor di più per quello che corona l’amore con Robin Hood. E ancora, ridere per la simpatia e la sponteneità di una “tata” napoletana (Mimma Lovoi) finità, chissà come, nell’Inghilterra della fine del 1200 o per quel Giovanni che del Re aveva ben poco. O rimanere “senza fiato” quando le lotte e le acrobazie prendono vita sul palcoscenico e i personaggi prendono magicamente “volto umano” attraversando la platea e avvicinandosi al pubblico.
Tre ore di vera magia dunque, eppure quella di Robin Hood rimane la storia di un uomo. Raccontata come musical, come fiaba o come avventura Robin è semplicemente un ragazzo che diventa grande davanti ai problemi della vita, decidendo di lottare per il suo popolo e per il suo amore, ma soprattutto di abbandonare l’egoismo accecante per poter vedere il mondo che lo circonda con occhi nuovi e capire che non tutti sono fortunati come lui. Ed è forse per questo che il regista, Beppe Dati, ha deciso di far accompagnare l’avventura di Robin con l’inedito personaggio di “Nuvola” (Chiara Scipione). Figura creata per custodire in sè l’incanto e l’infantile paura di crescere, alla fine sarà lei a chiude il sipario. Quando ormai l’avventura di Robin si è infatti conclusa, Nuvola ne inizia una nuova, tutta sua. Abbandona le paure per andare alla ricerca del suo lieto fine, così come può fare ognuno di noi.
Uno spettacolo che si è concluso con un tripudio di applausi da parte dell’intera platea che, grande o piccola che fosse, ha omaggiato gli straordinari attori. Un’emozione che ha coinvolto tutti e che, come gli ci ha raccontato Manuel Frattini alla conclusione dello spettacolo «E’ un piacere tornare a Varese e questa sera c’è stato un pubblico vibrante, urlante e noi usciamo colmi di soddisfazione ed emozionati».

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Pubblicato il 21 Dicembre 2008
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