Un raffinato sarcasmo

Una mostra rende omaggio ai novant’anni di Carol Rama

Tra i protagonisti dell’arte italiana Carol  Rama festeggia il suo novantesimo compleanno con questa rara antologica  nelle suggestive sale del Castello di Legnano, da qualche anno rimesso a nuovo e adibito a spazio per l’arte.

Bene hanno fatto gli amministratori legnanesi nel lasciarsi convincere ad esporre i lavori di questa acclamata protagonista dell’arte italiana del novecento, lasciata troppo spesso nel dimenticatoio e rivalutata, ai più, solo a partire dalla mostra antologica dello Stedelijk Museum di Amsterdam e  dall’Istitut of Contemporary Art  di Boston nel 1998/1999 e  finalmente nel 2003 con il premio alla carriera della biennale veneziana.

Una mostra rara questa di Legnano ma che sa recuperare, attraverso i nuclei tematici di cui è composta , il percorso pittorico/esistenziale dell’autrice, la quale, grazie ai lavori messi in mostra con tutta la loro cruda verità,  mostra le angoscie e le precarietà di ogni nostra piccola e quotidiana esistenza.  Il titolo Self-Portrait indica bene l’intero percorso e così, tra acquarelli sessuali e scandalosi, tecniche miste di natura informale, disegni grafici e papier-collèe, bricolge di oggetti di varia natura cogliamo, in tutte le loro evidenze comunicative, il variegato mondo di questa sempre “giovane” autrice.

Ecco allora che le sue figure monche, i suoi animali, i paesaggi, le gambe mozzate, le forme fantastiche , le dentiere volanti , le mammelle di mucca o i sessi maschili e femminili altro non appaiono se non oggetti recuperati da un personalissimo e complesso repertorio distribuiti però in perfette composizioni lungo le superfici piane delle tele.

Una rappresentazione fatta sì di amputazioni, angeli diabolici, coltelli, dentiere volanti, scarpe prive di piedi, seggiole a rotelle, letti o mammelle ma capace di  trasformarsi nei reali personaggi di una grande opera buffa. 

Oggetti , segni  che sanno bene integrarsi a tavole pre-stampate di vecchi album, piene di disegni catastali, tecnici o architettonici e che,  nel loro integrarsi, creano una grande e formale allegoria della vita. 

In questo sapiente modo di cogliere il tempo, nasce uno scambio, un’ esperienza trasformativa, un trasferimento, un’appropriazione dell’altro, in grado da solo di inventarsi un sé più complesso,   di porsi con audacia, sulla scia delle continue trasformazioni , appropriazioni e scambi che la vita costantemente ci offre. Così il tema dell’amore e del dolore mostrato dall’autrice in tutta la sua cruda oggettualità e verità si sublima in una dimensione culturale che ricorda la cultura tardo-romanica, intrisa di struggimenti e paure, ma che qui  filtrata da quel suo sapiente e raffinato sarcasmo  e appare semplicemente e umanamente vincente.

CAROL   RAMA

Self – Portrait

Castello di Legnano  sino al  1/ 02/ 2009

da Martedì a Venerdì  16,30 – 19.00

Sabato  15 – 19,30 

Domenica e Festivi 10 – 13 —–15,30 – 19,30

Ingresso libero

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Via Confalonieri, 5 - Castronno

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Pubblicato il 19 Dicembre 2008
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