Compravano i permessi al ristorante, arrestato il gestore

La Digos arresta ristoratore di Cocquio T. e un complice. I documenti erano in cassaforte nel locale. Costo: 400 euro

Utilizzavano un ristorante come copertura, mettevano i documenti contraffatti nella cassaforte del locale, sono stati scoperti mentre scambiavano un permesso falso per 400 euro nel centro di Gemonio, e per giunta a 500 metri dalla casa di Umberto Bossi. La Digos ha arrestato i due “venditori” in un cortile di via Garibaldi: sono Harabi Radhouane, tunisino, classe 1961, ristoratore, gestore della "vecchia Brera" di Cocquio Trevisago, di fatto residente a Gemonio. E Rauigat Hamed, classe 1972, marocchino, clandestino, ufficialmente senza lavoro.  Arrestati anche due acquirenti magrebini, che erano già stati espulsi in precedenza ma erano rimasti in territorio italiano.

I permessi erano ben confezionati, di ottima fattura e, a detta degli inquirenti, in grado di passare i controlli. La Digos di Varese li ha trovati nella cassaforte della "Vecchia Brera", il ristorante dove le indagini hanno portato a scoprire circa una trentina di fotocopie di permessi di soggiorno falsi (si sospetta già venduti), diversi permessi pronti per lo smercio, alcune fototessera e ricevute di pagamento su cui gli inquirenti si riservano ulteriori valutazioni. La Digos è arrivata lì grazie a una fonte confidenziale, che indicava nel locale uno smercio di carte false. Gli agenti hanno indagato e durante un appostamento, la settimana scorsa, hanno notato un magrebino uscire dal locale da solo, di fretta e con l’aria preoccupata. Gli agenti lo hanno seguito e quando l’hanno fermato, a Varese, gli hanno trovato il permesso di soggiorno falso. Indosso aveva anche un bigliettino in cui si era annotato cosa doveva portare: fototessera e cifra pattuita. Lo straniero, tra l’altro, è stato arrestato perché non aveva ottemperato all’espulsione della questura.

Sulla scorta di queste informazioni, la Digos ha sorvegliato il ristorante e la casa dove abita il ristoratore tunisino, e venerdì sera ha fotografato uno scambio di denaro in piena regola, nel cortile di Gemonio. La scena, secondo le accuse, è apparsa inequivocabile, tanto che il gip Giuseppe Fazio, questa mattina, ha convalidato l’arresto in carcere. I due complici hanno consegnato un permesso falso in cambio di 400 euro.  Sono stati subito arrestati in flagranza di reato e con loro anche l’acquirente perchè non aveva ottemperato a una precedente espulsione della questura di Trapani. Il resto, è stato scoperto nelle perquisizioni. I due complici hanno venduto i permessi, ma non li hanno fabbricati. Dunque hanno un fornitore occulto, e da questa evidenza ripartono le indagini.

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Pubblicato il 12 Gennaio 2009
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