Rifugi alpini: il consiglio regionale approva la legge

Soddisfazione del relatore Carlo Saffioti (FI-PdL): “Stabiliti criteri certi per l’accesso ai contributi”

Definitivo e unanime via libera in consiglio regionale alla nuova legge che regolamenta l’utilizzo e la funzione degli oltre 150 rifugi alpini esistenti sulle aree montane lombarde.  

Con il nuovo provvedimento la Regione introduce normative più selettive e qualificanti per i rifugi situati in zona alpina, istituendo un vero e proprio albo regionale dei rifugi con relativo marchio di riconoscimento e distinguendo tra rifugio alpino e rifugio escursionistico.  

La legge dà facoltà di predisporre la segnaletica sentieristica “ oltre che in lingua italiana anche in dialetto locale ” e assegna alle amministrazioni comunali la possibilità per i rifugi alpinistici di ridurre la tariffa ordinaria di smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel rispetto della normativa nazionale vigente.   

«La legge – ha spiegato il relatore Carlo Saffioti (FI-Pdl) – vuole dare pieno riconoscimento solo a quelle strutture che rispetteranno le regole e le normative indicate. Saranno queste le uniche strutture che potranno poi beneficiare dei contributi regionali previsti dalla legge n°26 del 2002. In questo modo – ha spiegato Saffioti – vogliamo privilegiare quei rifugi che davvero svolgono un servizio e una funzione utile al territorio montano, evitando una inutile dispersione di finanziamenti a pioggia». E’ indicata la distinzione tra rifugi alpini e rifugi escursionistici. I primi devono offrire ospitalità e ristoro ed essere ad almeno 1000 metri di quota in zone isolate di montagna inaccessibili da strade aperte al traffico ordinario e devono essere distanti da linee funiviarie almeno 1500 metri o con 150 metri di dislivello, ad esclusione delle sciovie. Possono invece fregiarsi del titolo di rifugi escursionistici le strutture poste ad una altezza minima di 700 metri accessibili anche mediante strade aperte al traffico ordinario. Una voce specifica del testo regionale è dedicata alla figura del gestore , chiamato ad esercitare la propria attività per un numero minimo obbligatorio di 100 giorni all’anno. Deve inoltre qualificarsi come riferimento informativo della zona e nel caso di incidenti o infortuni deve collaborare attivamente fornendo anche disponibilità di locali e attrezzature utili agli interventi di soccorso.   

Parere favorevole alla nuova legge è stato espresso dagli esponenti di minoranza . «Una legge che aiuta la montagna, che va nella direzione di valorizzarla e aiutarla a vivere e crescere», ha detto l’esponente del Partito Democratico Stefano Tosi.  

«Questo provvedimento – ha aggiunto Osvaldo Squassina di Rifondazione Comunista – ha il merito di portare chiarezza nel settore e stabilire criteri certi nell’attribuzione dei finanziamenti. Ora servono però nuove risorse anche per la viabilità montana».  

«La leggi sulla montagna hanno sempre il potere di unire – ha concluso Giosuè Frosio (LN) – e la Lega Nord si batte da sempre per la tutela dei territori e delle tradizioni montane, che necessitano sempre più di una legislazione attenta e aggiornata».  

Approvato all’unanimità anche un ordine del giorno che impegna la giunta regionale a stanziare tempestivamente i fondi necessari per la ristrutturazione dei rifugi e la relativa messa in sicurezza, nonché per effettuare la manutenzione dei sentieri di montagna.

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Pubblicato il 27 Gennaio 2009
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