Si è spenta Nuccia Pagani, presidente dell’ANPI di Saronno
Da giovane era stata una staffetta partigiana con il nome di battaglia di Ebe. Il ricordo del sindaco Gilli e di Giuseppe Nigro
Si è spenta nella notte fra venerdì 9 e sabato 10 gennaio Maria Pagani, meglio conosciuta come Nuccia. Per molti anni presidente dell’ANPI di Saronno, da giovane era stata una staffetta partigiana con il nome di battaglia di Ebe. Nata a Saronno il 27 maggio del 1929, avrebbe compiuto 80 anni fra pochi mesi.
Come molte donne della sua generazione, dopo il contributo fornito alla Resistenza, era rientrata silenziosa nella vita privata. Solo dpo molti anni ha ripreso a parlare della sua esperienza giovanile soltanto in età matura, di fronte all’involuzione democratica degli ultimi anni che le risultava insopportabile ripensando agli anni della guerra.
«La notizia mi rattrista moltissimo – dichiara il sindaco di Saronno Pierluigi Gilli -, perché viene meno sia un’altra luminosa figura di resistente, sia un’amica gentile, che ho imparato ad apprezzare negli ultimi dieci anni per il buon senso, la de-terminazione, la bonomia, la capacità di ascolto, la testimonianza di democrazia. Di Nuccia, grande donna, semplice, solida, di dolcezza materna, ricorderò sempre il sorri-so ed il buonumore; sapeva mantenere la calma anche in qualche momento di tensione; era conscia di essere una maestra di vita, di amore per la democrazia, della pace, dell’Italia, lei donna – anzi: ragazzina – che, sfidando pregiudizi e paura, a suo modo, da umile staffetta, aveva scritto alcune righe nel libro della nostra storia comune. Non sarà dimenticata».
«Ho avuto l’occasione di conoscerla quando ho scritto “Fuori dall’Officina. La Resistenza nel Saronnese” – spiega Giuseppe Nigro -. Una signora sorridente, entusiasta, piena di vita, raccontava di sé, soltanto in privato, non voleva che si raccontasse di sé, ma gli occhi le brillavano pensando al passato. Si sentiva protagonista di un grande evento corale, che l’aveva segnata. La invitai a scrivere la sua autobiografia, dopo molte ritrosie e intense conversazioni riuscii a convincerla e ne uscì un bellissimo racconto autobiografico».
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