I medici possono denunciare i clandestini. È legge

Il Senato ha votato il ddl sulla sicurezza, compreso l'emendamento della Lega sugli immigrati clandestini che si rivolgono a strutture sanitarie pubbliche. Autorizzate anche le "ronde padane" ma non armate

Il Senato ha votato gli ultimi dei 55 articoli del ddl sicurezza, compreso l’emendamento della Lega che consente ai medici di denunciare all’autorità giudiziaria gli immigrati clandestini che si rivolgono a strutture sanitarie pubbliche. Inoltre, le persone senza fissa dimora saranno schedate, la tassa per il permesso di soggiorno è fissata da 80 a 200 euro e sono autorizzate inoltre le "ronde padane" ma non armate. L’emendamento è passato con 156 sì, 132 no, un astenuto. L’emendamento della Lega prevede il carcere fino a quattro anni per i clandestini che rimangono sul territorio nazionale nonostante l’espulsione. L’opposizione si è appellata al "buonsenso" per non introdurre una norma che "riduce il medico a fare il delatore", costringendo i clandestini a "non farsi curare per paura". Venendo così contro ai più elementari diritti umani che vengono prima di quelli della cittadinanza. E’ indubbio che questa norma si pone in conflitto con il codice deontologico dei medici e, come ha sottolineato l’opposizione, aumenta il rischio che i clandestini con malattie portate dai paesi di origine non si facciano curare con conseguenze per la stessa sanità pubblica.

Nasce anche il registro nazionale dei clochard che dovranno essere iscritti in un apposito registro nazionale, istituito presso il ministero dell’Interno.

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Pubblicato il 05 Febbraio 2009
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