Nicoletti dichiara guerra ai parcheggi a pagamento
L'ex assessore e fondatore di Movimento libero vuole che almeno il 20 per cento dei posti a pagamento torni gratis: "Sono pronto a farmi multare"
Dopo l’interrogazione presentata ieri per ribadire il principio che è nullo il verbale di accertamento e contestazione per sosta vietata in un’area di parcheggio a pagamento se nella zona non è presente anche un’area di parcheggio libera, oggi Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero, ritorna sull’argomento chiedendo di trasformare almeno il 20% dei parcheggi a pagamento in liberi, dicendosi disposto a farsi multare per presentare ricorso al fine di far valere il principio anche a Varese.
“La norma parla chiaro– ribadisce oggi Nicoletti- l’art. 7, comma 8 del codice della strada, infatti, stabilisce che “qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f) , su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia, o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Principio ribadito dalle Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 116 del 9 gennaio 2007, confermando la decisione del Giudice di Pace di Cagliari che sulla base del suddetto principio dichiarava la nullità ed inefficacia di alcuni verbali di accertamento e contestazione per sosta vietata e condannava il Comune di Quartu Sant’Elena al rimborso delle spese processuali. Principio che intendiamo far valere anche nella nostra Città, Varese. Per questo- prosegue Nicoletti- ufficializziamo pubblicamente una nostra proposta per rispettare quello che, secondo noi, è un diritto di tutti i varesini. Trasformiamo in liberi almeno il 20% dei parcheggi a pagamento della Città. Sarebbe questo , secondo noi, un adeguato numero per rispettare i principi sopra enunciati.
Attendiamo, ora, risposte concrete da parte dell’Amministrazione Comunale che di certo non puo’ pensare che le “ immediate vicinanze” identificate nella norma si riferiscano ad ambiti circoscrizionali o di quartiere. Per noi, “immediate vicinanze” vuol dire alla peggio la via limitrofa.
Siamo pronti ad iniziative eclatanti per far rispettare un principio che a noi sembra molto chiaro. Personalmente- conclude Nicoletti- sono pronto a farmi multare ed a presentare ricorso per far valere questo principio anche nella mia Città, anche se spero vivamente non sia necessario.”
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