Pro Patria, toccata e fuga definitiva di Tonellotto

L'imprenditore veneto, giunto oggi allo "Speroni" per annunciare il proprio ingresso nel club, è stato allontanato dalla protesta dei tifosi. Lerda: «Non so se tornerà ma qui ha tutti contro»

Si fa sempre più calda la situazione intorno alla Pro Patria. A gettare benzina sul fuoco è stata l’incursione odierna allo stadio "Speroni" del discusso imprenditore veneto Flaviano Tonellotto, già noto per aver acquistato tempo fa la Triestina dove stabilì l’assurdo record dei cinque allenatori cambiati in una sola stagione. L’avventura con gli alabardati, tra l’altro, si concluse con l’allontanamento dalla società per problemi finanziari con strascici giudiziari.

Oggi come detto Tonellotto si è presentato in via Ca’ Bianca per candidarsi a un ruolo (direttore generale?) nel club tigrotto ma ha trovato ad accoglierlo un gruppo di tifosi che non ha gradito la sua visita. Accolto da cori come «Giù le mani dalla Pro Patria» l’imprenditore si è intrattenuto per un po’ di tempo in segreteria a colloquio con il mister Franco Lerda ma, vista la contestazione crescente, ha battuto in ritirata bofonchiando frasi di addio definitivo alla società biancoblu.
Un epilogo che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tifosi e appassionati locali e forse anche allo stesso Lerda (nella foto) che sorride quando gli si ricorda la sequela di esoneri a Trieste e spiega così l’accaduto: «Diciamo che un vero e proprio incontro non c’è neppure stato. Ci siamo salutati e presentati ma il tutto è durato pochi minuti perché la pressione dei tifosi non si è allentata». Su un eventuale ritorno il tecnico tigrotto ha pochi dubbi: «Non so se lo rivedremo a Busto, a me non l’ha detto. Certo che credo che non debba tornare: i giocatori hanno subito espresso la loro contrarietà, la piazza si è subito scaldata e non lo vuole. Non è il massimo».

Tifosi, staff e giocatori, che stanno preparando il delicato derby del Ticino contro il Novara, attendono ora altre novità sulla situazione societaria. Certo, eventi come quello odierno lasciano un po’ di stucco perché danno l’impressione che la Pro rischi seriamente l’attacco da parte di qualche opportunista. Anche per questo motivo se una cordata di imprenditori bustocchi e lombardi esiste (ed esiste, per quanto è trapelato dagli ambienti vicini al Comune), dovrebbe almeno muovere un primo passo pubblico, in modo da dare un segnale concreto a eventuali avventurieri.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 marzo 2009
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