Calabretta” Più spazio per la cultura: qui ci sono molti artisti”
Al secondo mandato, Antonio Calabretta, che si presenta con la lista civica "Per Biandronno Cassinetta" , parla dei risultati raggiunti e delle questioni ancora aperte
Ad un passo dalla pensione, metre sta ultimando il suo impegno nel Comune di Gavirate come lavoratore in mobilità, Antonio Calabretta affina il suo programma per riconquistare la sedia di primo cittadino:
«Non posso che essere soddisfatto di questo mio primo mandato. Ho centrato numerosi obiettivi: la riapertura di Villa Borghi, che sembrava perduta, la rotonda di Cassinetta ( con i fondi dei Mondiali di ciclismo) che ha risolto un enorme problema di traffico, la sistemazione dell’ex Soms, il nostro ultimo sforzo per dare monolocali a residenti ultrasessantacinquenni con piccole disabilità e una sala teatrale a disposizione della collettività per manifestazioni, saggi e così via.
Come si vive a Biandronno?
Questo è un comune con una popolazione di età media: tra i 30 e i 50’anni. Per questo, i limiti dei collegamenti pubblici con gli altri comuni, piuttosto che la mancanza di negozi di generi di prima necessità, non viene vissuta come un grande limite. Io, comunque, reputo che andrebbero potenziati i collegamenti pubblici dei comuni rivieraschi, magari mettendo un capolinea alla Schiranna per arrivare direttamente in città. Per quanto riguarda i negozi, non abbiamo una grande varietà. D’altra parte capisco che, con la presenza di supermercati ai confini del comune, non ci sia molta voglia di tentare un’avventura commerciale.
Vista l’età della popolazione, come siete messi con l’informatizzazione?
Non ci lamentiamo. Piuttosto, ritengo che dovremmo aumentare l’offerta per quanti hanno poca dimestichezza con internet. Per esempio, potremmo predisporre uno sportello informatizzato dove effettuare le prenotazioni mediche. A questo proposito, mi sto già muovendo perchè i vari ambulatori medici, come quello sportivo ospitato nei locali dell’ex scuola, mettano a disposizione professionalità e tecnologia per i cittadini. Abbiamo fatto una giornata aperta per il cuore dove gli abitanti avevano la possibilità di fare elettrocardiogrammi.
Ecco, parliamo delle ricchezze di questo territorio: iniziamo con quelle naturalistiche. Il lago è una risorsa o un problema?
Per me è una risorsa, ma squisitamente locale. Mi spiego: qualsiasi investimento deve mirare a ridare a queste sponde il volto che aveva decenni fa. Noi venivamo a passeggiare e godevamo del panorama. Non si deve pensare che si trasformi il bacino in un polo d’attrazione turistica. Oggi, con i collegamenti veloci, si raggiunge tutto il mondo. Limitiamoci a valorizzare il lago per noi abitanti, magari per tutti i varesini che ignorano questi scenari.
E l’industria? La preoccupa, in questo momento, la crisi internazionale?
Con le aziende del territorio abbiamo instaurato un ottimo feeling. Il dialogo è aperto e franco. La crisi, oggi, non si sente. Per lo meno, ci sono casi isolati. Ma vede, noi siamo gente umile, abituata a rimboccarsi le maniche invece di lamentarsi.
Parlava prima di Villa Borghi e del futuro teatro. Quanto deve essere importante la cultura in una comunità?
Io credo che i nostri sforzi economici saranno ben ripagati. A Villa Borghi realizzeremo, con il contributo regionale, un museo permanente dedicato ad Alberto Niemen. Nella parte restante della villa si penseranno ad occasioni culturali varie. Così, la sala teatrale che vogliamo realizzare nell’ex Somsart verrà lasciata libera alle iniziative della popolazione. Abbiamo già ricevuto la richiesta da parte di una compagnia teatrale locale. Qui, abbiamo grandi potenzialità: ci sono fotografici, artigiani, poeti, artisti vari. Quello spazio vivrà…
E dell’Isolino, che mi dice?
Le dico che vederlo ogni mattina dalla mia finestra mi fa male. Mi piacerebbe che venisse valorizzato meglio. Ma noi non possiamo far altro che sperare e aspettare…
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