Tra vizi italici e gaffe dei potenti, Caprarica fa il pieno a Librando
Il direttore del Gr Rai ha presentato le sue due ultime fatiche letterarie davanti ad un folto pubblico
Antonio Caprarica tiene banco a Librando e analizza vizi e virtù degli italiani. Un tendone pieno ha accolto ieri sera il giornalista, direttore del Giornale Radio Rai e storico inviato da Londra, che ha presentato i suoi ultimi due libri "Gli italiani la sanno lunga…o no?" e "Papaveri e papere, breve storia delle gaffe dei potenti", entrambi editi da Sperling & Kupfer. Intervistato dalla giornalista di Varesenews Alessandra Toni Caprarica è entrato subito nel vivo partendo dalla prima domanda che si è fatto una volta tornato dalla sua esperienza londinese: «Perchè gli italiani sono così rumorosi – ha detto Caprarica, mentre un motorino smarmittante copriva la sua voce passando di fianco al tendone – viviamo continuamente nel rumore, ai semafori strombazziamo, alziamo la voce». A partire da questa considerazione il giornalista è passato a parlare di come siamo visti all’estero con la definizione che diedero di noi al G8 in Giappone: «Una nota ufficiale della Casa Bianca definì Berlusconi "leader controverso di un paese dedito alla corruzione governativa e al vizio" – ha ricordato Caprarica – questa è l’immagine non solo del nostro premier ma di un intero paese che emerge non solo dai giornali esteri ma anche dalle note ufficiali».
Non paghiamo le tasse, voteremmo presidente a vita chiunque ci prometta di abolirle salvo poi chiederci come e chi poi pagherebbe le strutture di pubblico interesse come le scuole e gli ospedali. I nostri malanni, secondo Caprarica, derivano tutti da un solo problema: non siamo una vera e propria società, non ci sentiamo popolo, siamo uno stato giovane e per centinaia di anni siamo stati dominati da stati esteri «abbiamo imparato talmente bene a boicottare gli stati occupanti che ora continuiamo a farlo anche col nostro». Qualcosa ci tiene insieme, in realtà, la famiglia e il giornalista non si è lasciato scappare nel suo libro questo importante aspetto della società italiana: «La famiglia è un’istituzione che in Italia è tenuta in grande considerazione – ha ricordato – talmente tanto che siamo il paese dei "tengo famiglia" e questo si declina anche in maniera negativa come nel caso del nepotismo universitario, rettori che piazzano parentele in linea diretta e non come se la scienza si infondesse a livello cromosomico».
Ma Caprarica ci ha tenuto a sottolineare che non ha scritto un libro sui vizi della casta o dell caste, bensì un libro sui vizi di un intera nazione, difficili a morire proprio perchè radicati nelle tradizioni popolari come il mito della furbizia che sette italiani su 10 non esitano a ritenere più importante dell’intelligenza.
Dopo aver donato una buona dose di pessimismo sulla nostra società il direttore del Gr ha saputo cambiare registro e con la sua solita verve, che ricordava molto i servizi anche un po’ gossippari da Londra che tutti abbiamo visto almeno una volta, si è lanciato nel mondo delle gaffe per presentare il secondo libro «scritto per puro divertimento tra due libri seri (il prossimo sarà sui nuovi ricchi, ndr)». Il
perchè abbia voluto mettere nero su bianco questa piccola enciclopedia della gaffe è presto detto «sono momenti sublimi per poter ridere apertamente dei potenti» dei quali traccia una personale classifica per qualità e quantità di "figure" collezionate a livello internazionale: «Nella mia personale hit parade al primo posto non posso che mettere il Principe Filippo, marito della Regina Elisabetta – ha detto Caprarica – è riuscito a dire alla moglie venezuelana di un ambasciatore inglese a Caracas, durante una visita nel paese sud-americano, ma lei cosa ci fa in questo buco di …. del mondo. Lei, bellissima, rispose: "io qui ci sono nata". indovinate di cosa parlarono il giorno dopo i giornali». Al secondo posto tra i gaffeur mondiali il buon Caprarica piazza lui, il cavaliere, al quale ha dedicato un intero capitolo: «ìrappresenta l’italiano machista vecchio stampo – ha detto Caprarica – come quando ad un convegno di Forza Italia salutò, tra il pubblico, la "sezione menopausa"». Al terzo ha piazzato il leader francese Nicolàs Sarkozy «al quale – ha detto – non pare vero di aver conquistato Carla Bruni e in un discorso sulla ricollocazione dell’esercito nel paese disse "è inutile tenere soldati sulle Alpi, al confine con l’Italia", ora che ci siamo presi Carlà». La serata si è conclusa con un Antonio Caprarica prodigo nel concedere autografi sulle copie appena acquistate dei suoi ultimi due volumi.
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