Paulus, uno spettacolo per riscoprire l’apostolo delle genti

L'incontro-scontro sulla via di Damasco con gesù è l'episodio che ispira questo spettacolo su San Paolo organizzato in collaborazione con




«Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me»: è con queste parole, poste in chiusura del breve profilo autobiografico contenuto nella “Lettera ai Galati”, che san Paolo di Tarso racconta la sua conversione al cristianesimo, il suo sconvolgente incontro-scontro con la persona di Gesù, il Risorto, lungo la via di Damasco. Un episodio, questo, che è al centro dello spettacolo “Paulus. l’apostolo delle genti”, promosso dal teatro Sociale di Busto Arsizio, in collaborazione con la Parrocchia prepositurale di san Giovanni Battista, nella cornice delle celebrazioni per l’anno paolino, indetto da papa Benedetto XVI in occasione del secondo millennio dalla nascita del santo e martire di origine asiatica, che è considerato, insieme con Pietro, stella di prima grandezza della Chiesa delle origini.

Mercoledì 10 giugno, a partire dalle 21.00, il santuario di santa Maria di piazza, piccolo gioiello rinascimentale, di impianto bramantesco, che al suo interno accoglie opere di Gaudenzio Ferrari e Bernardino Luini, si trasformerà, dunque, in palcoscenico. Sarà, infatti, in questi spazi che gli attori Ambra Greta Cajelli, Gerry Franceschini, Mario Piciollo e Anita Romano, con la collaborazione del giovane Fabio Gentile, dell’organista Marco Carraro e della cantante Tina Mancuso, narreranno la vita di Paolo di Tarso, l’uomo passato alla storia come il «tredicesimo apostolo», ossia il discepolo che non conobbe personalmente Gesù Cristo, ma che fu zelante e instancabile messaggero del suo Vangelo nel mondo mediterraneo antico, dalla Siria all’Asia minore, dalla Grecia a Roma.

Lo spettacolo, su testo e per la regia di Delia Cajelli, è ispirato agli Atti degli apostoli, nella cui ampia seconda parte l’evangelista Luca descrive il ministero itinerante di san Paolo, nonché alle tredici lettere paoline, opere, scritte negli anni 50 del I secolo e raccolte nel Nuovo Testamento, che offrono un prezioso ventaglio di insegnamenti morali, illuminazioni dottrinali e verità teologiche.   Partendo dalla lapidazione del protomartire Stefano, la rappresentazione, agile e coinvolgente, ripercorre, tassello dopo tassello, le tappe più significative del percorso, storico ed interiore, che portò il giovane Saulo, fiero sostenitore delle tradizioni dei padri e accanito persecutore dei cristiani, a diventare «Paolo, l’apostolo delle genti». La conversione sulla via di Damasco, la cecità, il battesimo da parte di Anania, i tanti viaggi missionari in giro per il mondo, l’incontro con l’apostolo Pietro, il martirio al tempo dell’imperatore Nerone e la decapitazione sono solo alcune delle scene che sarà possibile “rivivere”.

«Il pubblico avrà un ruolo attivo nello spettacolo –spiega la regista Delia Cajelli-: verrà invitato a porre domande agli attori, così da riflettere sull’attualità del pensiero paolino, sul fascino di un messaggio che parla di vita, fede, speranza, coraggio e carità».

L’ingresso è libero e gratuito. Per informazioni è possibile contattare la segreteria del teatro Sociale di Busto Arsizio, in orario d’ufficio (dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00; il sabato, dalle 9.00 alle 12.30), allo 0331 679000. Informazioni al pubblico: Il teatro Sociale srl, piazza Plebiscito 1, 21052 Busto Arsizio (Varese), tel.0331 679000, fax. 0331 637289, info@teatrosociale.it, www.teatrosociale.it.




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Pubblicato il 05 Giugno 2009
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