Ultimo brindisi per Ibici-Intimfashion
Le dipendenti tolgono il presidio davanti alla fabbrica, dopo aver finalmente ottenuto gli arretrati mancanti: una tavolata per celebrare dopo due mesi di lotta, ma "è una festa amara" per chi in fabbrica ha trascorso una vita
Ibici-Intimfashion chiude con una tavolata dolceamara. Il presidio dei lavoratori, andato avanti per lunghe settimane dall’inizio di agosto, si è concluso oggi, 29 settembre, con un pranzo davanti al cancello dell’azienda. “Una festa amara” dicono, pur con il sorriso, le protagoniste, in gran parte donne, dopo una vita passata in azienda. Qui, dove si fabbricavano calze e intimo con un marchio che si è fatto una rinomanza nei decenni, intere famiglie sono nate in passato: il personale è “di lungo corso”. Il presidio era stato posto per ottenere il dovuto, gli arretrati, quando l’azienda era stata chiusa dal proprietario, l’industriale mantovano Luigi Ghirardi. Con lunghe trattative alla fine tutto è stato ottenuto. Rispettati gli ultimi e recenti accordi, finalmente si è potuto togliere il blocco, dopo due mesi fra caldo, noia e zanzare. E una decina di persone si sono addirittura rimesse al lavoro per esaurire gli ordini giacenti. L’azienda, infatti, non mancava di ordini quando è arrivata la doccia fredda: una cosa che i rappresentanti sindacali non si sono stancati di sottolineare. Il brindisi conclusivo vede la trentina di dipendenti che hanno portato la lotta a compimento stringersi un’ultima volta intorno all’azienda che, sia pure in una location che non è quella storica, è stata la loro vita. Restano persone per cui sarà molto difficile reinserirsi rapidamente nel mondo del lavoro. Un paio hanno trovato, ci fanno sapere, con brevi contrattini a termini, roba da tre mesi: meglio che niente. Per tutti la prospettiva è della cassa integrazione straordinaria o della mobilità. Ma vinta la battaglia per ottenere il dovuto, con l’aiuto importante dei sindacati di categoria, un ultimo brindisi è legittimo.
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