La ditta: “La colpa è delle banche, del sindacato e del mercato”
Giovanni Panara, geometra, responsabile della gestione del personale, factotum dell’azienda edile Rocca srl, spiega la posizione della ditta nell’occhio del ciclone per il cantiere occupato in via Nino Bixio
Il rappresentante della ditta Rocca srl arriva intorno alle 11.30. È Giovanni Panara, geometra,
responsabile della gestione del personale, una sorta di factotum dell’azienda edile nell’occhio del ciclone dopo che alcuni operai hanno occupato il cantiere di via Nino Bixio a Gallarate. È arrivato a bordo di una lussuosa Mercedes, ha esibito il Durc (documento unico di regolarità contributiva, l’attestazione dell’assolvimento, da parte dell’impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di Inps, Inail e Cassa Edile) del mese di maggio (valido per 90 giorni) e ha comincia a discutere con i sindacalisti presenti, Mauro Mossina della Fillea Cgil di Novara in testa. Panara ha provato a giustificare il comportamento della Rocca srl, affermando che «per 40 anni ha dato da lavorare a tutta Borgo Ticino. Fino a maggio eravamo convinti di poter andare avanti, poi le banche hanno cominciato a non concedere più fidi, gli appartamenti non si vendono più e lo stesso architetto Giovanni Rocca è con il sedere per terra – ha spiegato Panara -. Il commissario che verrà nominato in caso di concordato (bisogna aspettare almeno metà novembre, ndr) pagherà tutti, gli artigiani al 100 per cento e gli imprenditori al 33 per cento o in base a quanto stabilirà lui. Se fallirà il concordato, la Rocca srl fallirà e sarà il curatore fallimentare a pagare chi ne avrà diritto. Una parte di colpa ce l’ha anche il sindacato, che nel settembre 2008 rifiutò un accordo per il licenziamento di 15 dipendenti: ora si pagano le conseguenze». L’azienda ha portato i libri in tribunale l’8 settembre scorso e da luglio le attività sono
bloccate a Gallarate come in altri 11 cantieri. Nella città dei due galli il debito nei confronti delle ditte subappaltatrici, tre in totale, ammontano a poco meno di 300 mila euro. Sul posto, insieme agli operai, ai muratori e ai rappresentanti della società proprietaria dell’immobile Cristal, l’immobiliare Demo, c’era anche la progettista dello stabile, l’architetto Barbara Rigolio (insieme all’architetto Federica Motta): il cantiere, bloccato da luglio per la situazione economicamente difficile della Rocca srl, sarebbe dovuto ripartire oggi (martedì 13 ottobre), con la posa del porfido nello spazio antistante il palazzo, di proprietà del comune. Sia i rappresentanti della Demo che la Rigolio hanno assicurato che i pagamenti alla Rocca srl sono stati eseguiti con puntualità fino al luglio, quando i lavori si sono interrotti. Per finire l’opera mancano tre mesi circa, finiture e giardino compresi. Gli operai, gli artigiani e gli imprenditori intorno al cantiere non ci stanno e vogliono avere i soldi che spettano loro: «Rocca ha terreni a Pantelleria dove coltiva l’uva e là sta costruendo un villaggio turistico – attaccano – Noi non abbiamo i soldi per gli stipendi degli operai e abbiamo buchi in banca ai quali non possiamo far fronte se non ci pagano. I lavori li abbiamo fatti, non è giusto che ci venga dato solo il 33 per cento di quanto ci spetta. Rocca se ne sta sul suo yacht da trenta metri e noi qui a marcire. Staremo qui finchè non ci danno i nostri soldi».
responsabile della gestione del personale, una sorta di factotum dell’azienda edile nell’occhio del ciclone dopo che alcuni operai hanno occupato il cantiere di via Nino Bixio a Gallarate. È arrivato a bordo di una lussuosa Mercedes, ha esibito il Durc (documento unico di regolarità contributiva, l’attestazione dell’assolvimento, da parte dell’impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di Inps, Inail e Cassa Edile) del mese di maggio (valido per 90 giorni) e ha comincia a discutere con i sindacalisti presenti, Mauro Mossina della Fillea Cgil di Novara in testa. Panara ha provato a giustificare il comportamento della Rocca srl, affermando che «per 40 anni ha dato da lavorare a tutta Borgo Ticino. Fino a maggio eravamo convinti di poter andare avanti, poi le banche hanno cominciato a non concedere più fidi, gli appartamenti non si vendono più e lo stesso architetto Giovanni Rocca è con il sedere per terra – ha spiegato Panara -. Il commissario che verrà nominato in caso di concordato (bisogna aspettare almeno metà novembre, ndr) pagherà tutti, gli artigiani al 100 per cento e gli imprenditori al 33 per cento o in base a quanto stabilirà lui. Se fallirà il concordato, la Rocca srl fallirà e sarà il curatore fallimentare a pagare chi ne avrà diritto. Una parte di colpa ce l’ha anche il sindacato, che nel settembre 2008 rifiutò un accordo per il licenziamento di 15 dipendenti: ora si pagano le conseguenze». L’azienda ha portato i libri in tribunale l’8 settembre scorso e da luglio le attività sono
bloccate a Gallarate come in altri 11 cantieri. Nella città dei due galli il debito nei confronti delle ditte subappaltatrici, tre in totale, ammontano a poco meno di 300 mila euro. Sul posto, insieme agli operai, ai muratori e ai rappresentanti della società proprietaria dell’immobile Cristal, l’immobiliare Demo, c’era anche la progettista dello stabile, l’architetto Barbara Rigolio (insieme all’architetto Federica Motta): il cantiere, bloccato da luglio per la situazione economicamente difficile della Rocca srl, sarebbe dovuto ripartire oggi (martedì 13 ottobre), con la posa del porfido nello spazio antistante il palazzo, di proprietà del comune. Sia i rappresentanti della Demo che la Rigolio hanno assicurato che i pagamenti alla Rocca srl sono stati eseguiti con puntualità fino al luglio, quando i lavori si sono interrotti. Per finire l’opera mancano tre mesi circa, finiture e giardino compresi. Gli operai, gli artigiani e gli imprenditori intorno al cantiere non ci stanno e vogliono avere i soldi che spettano loro: «Rocca ha terreni a Pantelleria dove coltiva l’uva e là sta costruendo un villaggio turistico – attaccano – Noi non abbiamo i soldi per gli stipendi degli operai e abbiamo buchi in banca ai quali non possiamo far fronte se non ci pagano. I lavori li abbiamo fatti, non è giusto che ci venga dato solo il 33 per cento di quanto ci spetta. Rocca se ne sta sul suo yacht da trenta metri e noi qui a marcire. Staremo qui finchè non ci danno i nostri soldi».La community di VareseNews
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