Terremoto ad Haiti: “Vorremmo sentire la voce di Don Giuseppe”

Interrotte le comunicazioni telefoniche con i due missionari tradatesi che da anni operano nella zona a 150 km dalla capitale. I familiari: “Nella sua zona pochi danni, ma siamo in attesa di notizie”

Don Giuseppe Noli«Vorremmo sentire la sua voce, ci farebbe stare più tranquilli». Parole dei familiari di Don Giuseppe Noli, missionario tradatese che dal 2003 opera ad Hiati nella zona di Mare-Rouge, della diocesi di Port de Paix, nel nord dell’isola caraibica: il paese dista circa 150 km dalla capitale. I famigliari, che vivono a Tradate, sono in attesa di una telefonata dopo il violento terremoto che ha colpito l’isola e provocato migliaia di morti.
«Lui si trova più a nord rispetto alla capitale e all’epicentro – spiega Mariangela, la sorella prete -. Ma da ieri sera non riusciamo a metterci in contatto, tutte le linee telefoniche sono saltate. Dalla Farnesina ci hanno detto che quella zona dovrebbe aver subito pochi danni. Siamo abbastanza tranquilli, ma sentire la sua voce ci rassicurerebbe ulteriormente».

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«Al momento non siamo ancora riusciti a metterci in contatto Con Don Giuseppe Noli» spiega al sito youreporter.it una funzionaria dell’ufficio missionario della Curia di Milano che si sta interessando di acquisire notizie: «Naturalmente c’è preoccupazione».
Ad Haiti si trova anche un altro tradatese, l’ex parroco Don Mauro Brescianini che sta seguendo progetti di cooperazione internazionale. Anche lui si trova in un’altra zona rispetto all’epicentro. La famiglia di Don Giuseppe Noli si occupa di tenere i contatti con lui: «Ma anche da don Mauro non abbiamo notizie. Inoltre, siamo preoccupati per altre due suore legate all’opera di Don Giuseppe e che al momento del sisma si trovavano nella capitale: suor Madga si è fatta sentire e sta abbastanza bene, mentre non abbiamo alcuna notizia da parte di suor Laura».
Apprensione anche per Mauro Catarinella, pensionato tradatese di 57 anni, da poco residente nel milanese e che opera a Mare-Rouge dal 2005 come manutentore di scuola e abitazioni. «Anche di lui non abbiamo notizie – spiega Renzo Imperiali, medico tradatese che in passato si è recato due volte ad Haiti e che aiuta a organizzare i volontari -. Non riusciamo a metterci in contatto, ma non dovrebbero esserci problemi perchè è nella stessa zona di don Giuseppe. Nelle prossime ore proveremo ancora a telefonare per avere notizie più certe».

La comunità della parrocchia di Abbiate Guazzone è molto legata all’opera di Don Giuseppe Noli, tanto che periodicamente gruppi di volontari negli anni si sono recati ad Haiti per prestare aiuto cono diverse professioni: elettricisti, medici, falegnami. Tutti per aiutare a costruire e migliorare la vivibilità degli abitanti della parrocchia di Mare Rouge, una delle zone più povere di tutta l’isola.

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Pubblicato il 13 Gennaio 2010
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