Regione: “Su Alfa-Arese abbiamo mantenuto gli impegni”
L'assessore regionale Buscemi ha incontrato i delegati sindacali dell'azienda che dovrebbe essere trasferita a Torino. La Regione ha ribadito la sua contrarietà alla decisione
«Abbiamo mantenuto tutti gli impegni presi andando anche oltre le nostre competenze». Lo conferma in una Nota, Regione Lombardia al termine dell’incontro che l’assessore alle Reti e Servizi di Pubblica Utilità, Massimo Buscemi, ha avuto questa mattina con i delegati sindacali dell’Alfa di Arese.
«Regione Lombardia – si legge nella Nota – ha dimostrato che tutti gli impegni che si era assunti sono stati rispettati, sia per quanto riguarda il posto dei circa 550 lavoratori messi in cassa integrazione da Fiat negli scorsi anni, sia per quanto riguarda i nuovi cassaintegrati ai quali sono stati offerti nuovi strumenti e nuove possibilità di sostegno».
«Contemporaneamente – prosegue la Nota – Regione Lombardia continua a lavorare al fianco dei Comuni per creare le condizioni per uno sviluppo industriale dell’area».
Durante l’incontro, inoltre, è stata ribadita e condivisa la totale contrarietà al trasferimento dei lavoratori deciso da Fiat, posizione che il presidente Formigoni ha più volte espresso pubblicamente e anche con lettere al Governo e ai dirigenti Fiat. In questo senso la Regione «pur non avendo né responsabilità né competenze, proseguirà la propria azione di convincimento attraverso rapporti diretti con Fiat affinchè vengano riviste le decisioni».
Regione Lombardia si è anche detta disponibile a verificare "ulteriori forme di sostegno" per i lavoratori messi in cassa integrazione così come, peraltro, sta facendo in tutti i casi di crisi aziendale.
«Il futuro di questi lavoratori – si legge ancora nella Nota – come i loro stessi sindacati hanno riconosciuto – è legato allo sviluppo dell’area ed è per questo che nelle prossime settimane, insieme ai Comuni interessati, intendiamo approvare l’Accordo di Programma che dà il via a un assetto urbanistico e infrastrutturale adeguato agli imprenditori interessati a investire». Il 60% dell’area sarà destinata a insediamenti industriali; ospiterà inoltre un "centro della mobilità sostenibile", con le risorse scientifiche e tecniche utili per elevare le competenze professionali anche dei lavoratori dell’area.
«Stupisce quindi – conclude la Nota – che ci sia ancora qualcuno che continua a strumentalizzare la vicenda senza dare alcun tipo di contributo alla soluzione del problema. Fa poi sorridere che Penati, dopo aver condiviso tutto il percorso dell’Accordo di Programma, oggi si dissoci».
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