Accam sparisce dall’ordine del giorno del consiglio comunale

Doveva essere una seduta in due serate, giovedì e venerdì, sull'inceneritore e sul bilancio, ma la Lega ha chiesto il rinvio a dopo le regionali. Discussioni in maggioranza sul testo della nuova convenzione: e anche il bilancio probabilmente slitterà

Accam fa venire al pettine alcuni nodi irrisolti in maggioranza ed esce dall’ordine del giorno della seduta di consiglio comunale prevista in due serate giovedì e venerdì – per discutere appunto delle questioni relative all’inceneritore prima, e del bilancio di previsione 2010. Anche quest’ultimo, a questo punto, slitterrebbe di qualche settimana, al 31 marzo, dopo le elezioni regionali.
È la Lega Nord ad essere uscita allo scoperto chiedendo che l’argomento Accam fosse rinviato a dopo le elezioni. Nella giornata di martedì il capogruppo del Carroccio, l’ex sindaco Gianfranco Tosi, ha scritto al primo cittadino Gigi Farioli chiedendo di sottoporre l’argomento ad un ulteriore passaggio in commissione per dissipare i dubbi di natura legale sollevati sulla nuova convenzione, pur apprezzando l’impegno posto per venire a capo della questione. Il rinvio a dopo le elezioni regionali è fattore da non sottovalutare, perchè la partita è economica, giuridica, ma anche di rapporti di forza politici. Da tempo la Lega punta a riguadagnare la presidenza di Accam spa, ma sarà solo il voto regionale a dire se il Carroccio uscirà rafforzato, o al contrario indebolito, e quindi quanto potrà portare avanti ogni ulteriore richiesta.

L’intenzione del presidente del consiglio comunale Speroni, annunciata stamane a Varesenews, in verità è quella di andare comunque a tenere giovedì una seduta di consiglio dedicata a questo punto ad altri argomenti. «Non ho ritenuto opportuno rinviare tutto un consiglio per il rinvio di alcuni suoi punti. Sulla data del rinvio dei punti che non si vogliono discutere ora si deciderà domani sera in ufficio di presidenza». All’ordine del giorno resterebbero delibere varie relative a interventi edilizi, interrogazioni e mozioni. Tutto tranne Accam. Quanto al bilancio, tecnicamente nulla osta. Semmai è più che altro dal punto di vista politico che votarlo senza avere risolto la questione dell’inceneritore non avrebbe granchè senso.

Da Aosta, dove si trovava per impegni legati al suo ruolo di docente, l’assessore al bilancio Giovanni Paolo Crespi, rimasto estraneo ai bracci di ferro delle forze di maggioranza, si dichiarava comunque disponibile anche a discutere il bilancio senza Accam, se fosse stato necessario. Prudentemente, si era evitato di inseririvi più di quanto fosse già assodato: ma è un fatto che il documento dava per scontata una conclusione positiva della vicenda Accam. Per votare il bilancio c’è tempo fino al 30 aprile prossimo; e se anche questo verrà rinviato, si potrà evitare di mettere il carro davanti ai buoi, uno scenario che Crespi, pur pronto a «obbedir tacendo», valutava fonte di possibili complicazioni politiche.

Sentendo in sequenza Speroni, l’assessore Crespi e il consigliere del PdL Diego Cornacchia (del gruppo di Libero Confronto) emerge il quadro di un centrodestra in preda ad una certa confusione.
«C’è una maretta micidiale» l’efficace sintesi di Cornacchia a riguardo del confronto tuttora in corso sul testo della nuova convenzione che legherà il Comune e Accam spa, di cui è socio di maggioranza relativa, che gestisce l’inceneritore. Il consigliere del PdL marca le distanze dal testo alternativo proposto da Lattuada: «Tengo a precisare che il diritto di superificie a noi sta benissimo. È un falso problema, l’ipoteca la banca può metterla sul soprasuolo, ossia sulle strutture, non sul terreno, di cui il Comune non perde certo la proprietà». Ma soprattutto, cedendo il diritto di superficie si dirimerebbe la questione che ormai cinque anni fa mise ai ferri corti l’amministrazione Rosa (che già aveva i mesi contati) e Accam spa: quella della proprietà dell’impianto stesso, in quanto sorto su terreno del Comune di Busto. A questo punto, con la cessione del diritto di superficie, «l’impianto è pacificamente di Accam». Che può ipotecarlo alle banche per ottenere i soldi per il revamping; e questo, a catena, una volta ultimato consentirà di rispettare le nuove e più stringenti normative, di ottenere le autorizzazioni necessarie a continuare ad operare e i certificati verdi essenziali agli equilibri di cassa. «Sul revamping e sull’intesa quadro con regione e Provincia, nella bozza di convenzione ho fatto inserire garanzie nei confronti del consiglio comunale» rimarca Cornacchia.
Il suo capogruppo Sandro Orsi fa buon viso a cattivo gioco: «Quindici giorni non ci cambiano nulla, il sindaco ha agito correttamente decidendo di non spaccare la maggioranza». Ma è un fatto che come già l’anno scorso la Lega si è posta al centro dello scenario politico – e anche le considerazioni in vista delle elezioni amministrative del 2011 cominciano ad avere il loro peso.

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Pubblicato il 10 Marzo 2010
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