Cattaneo “redivivo” in via Gioberti, tre anni dopo
La strada, tagliata in due dalla trincea del raccordo x tra linea Fs e linea Fnm delle ferrovie, attende ancora una serie di interventi in massima parte di competenza comunale. L'assessore a confronto con i residenti
Tre anni dopo, Raffaele Cattaneo torna in via Gioberti a Busto Arsizio per incontrare i resident, al suo fianco l’assessore comunale alla cultura Claudio Fantinati. Trova un’accoglienza mista, fra mugugni di anziani e un pizzico di cordialità dal locale comitato mobilitatosi all’epoca per trovare una via d’uscita (letteralmente) per chi vive in questo fazzoletto di città. Un angolo "blindato" dai lavori che hanno riaperto in trincea il raccordo X, silente e inutilizzato per mezzo secolo, poi di nuovo collegamento diretto su ferro tra le linee Fs ed Fnm. È il binarietto su cui passa anche la navetta Busto-Malpensa che l’assessore ha voluto per ridare un senso alla "stazione fantasma" di Ferno/Lonate, quella rimasta chiusa per dieci anni dopo la sua inaugurazione, mentre i Malpensa Express semivuoti sfrecciavano da e per l’aeroporto. Qui in via Gioberti il rombo dei velivoli è lontano mille miglia: c’è lo sferragliare dei treni, siamo all’incrocio di due linee ferroviarie intasate di traffico, e c’è il brusio di una campagna elettorale che trova qui quasi un momento di requie, di "colore", di immersione fra la gente come piace ad ogni politico che si rispetti.
Convincere questo, rassicurare quello, presentarsi. Non sempre l’accoglienza è delle migliori, ma anche di fronte a qualche risposta decisamente tagliente Cattaneo non perde self-control e savoir faire elettorale. Via Gioberti è segata in due, il suo "muro" più invalicabile di quello di Berlino (ma qui, almeno, non ti sparano), il suo isolamento percepibile. La stradina ciclopedonale ricavata a fianco del raccordo è il contatto più rapido con il mondo civile, ossia il quartiere Frati; l’alternativa è la circumnavigazione automobilistica… da Timbuctù (la via Castellanza, ci si conceda la licenza… geografica). Per un angolino di città abitato da molti anziani, spesso nati e cresciuti qui e abituati a raggiungere facilmente la zona del viale Lombardia, è un bel problema. La stradina era stata una soluzione "volante" concepita proprio grazie ad un incontro in assessorato a Milano, dopo che alcuni esponenti cittadini, in testa Antonello Corrado di Rifondazione ma anche Paolo Genoni allora capogruppo di Forza Italia, si erano presi a cuore la faccenda. Piero Rossoni e Luisa Caprioli, i due portavoce dei "giobertini", espongono la litania del non fatto e del non visto, pur accogliendo cordialmente Cattaneo. La Regione e le ferrovie hanno fatto, di quanto dovevano, la gran parte; vari interventi di competenza comunale restano invece ancora da fare. Rifacimenti del manto stradale, canalizzazioni, videosorveglianza (gli anziani, è noto, temono particolarmente furti, aggressioni e truffe), illuminazione carente, dossi rallentatori per le auto sull’accesso, e così via chiedendo. Di fronte alle osservazioni in serie, scatta persino una telefonata all’ingegner Ceresoli delle ferrovie Nord.
Intanto, beffardo, a pochi metri dal codazzo di collaboratori, giornalisti, fotografi e residenti, e sopra l’intrico di lavori e lamentele passati, presenti e futuri (la "stazione che non c’è" di Castellanza è a cento metri in linea d’aria) passa sulla linea Fs Rho-Gallarate un modernissimo convoglio tipo Cisalpino. Per la velocità che tiene in questo momento, anche un ciclista lo supererebbe senza difficoltà. Ma sulle ferrovie, per ora è meglio stendere un velo pietoso: le geremiadi dei pendolari sono senza fine.
«Ci hanno chiuso dentro come canarini» sintetizza una signora "giobertina" all’assessore. «Neanche la Croce Rossa trovava più la strada quando mio marito, buonanima, si è sentito male… Abbiamo dovuto mandare fuori gente dall’altra parte a indicargliela». «Siamo cresciuti qui, e ora non c’è più niente» fa un’altra donna quasi con le lacrime agli occhi. «Anche per me è stato così» ribatte l’assessore: «dove sono cresciuto io, c’è tutto un quartiere nuovo… quasi come il ragazzo della via Gluck». «Sì ma mica così, da noi non si capisce più niente. Poi, è vero, le portiamo tante lamentele, però alla fine lei è qui: è una bella persona, e non contano i partiti, conta la gente e cosa fa». Un voto guadagnato?
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