L’apostrofo rosa tra il meglio e il peggio di Vancouver

Da un lato l'oro di Razzoli, dall'altro il disastro della spedizione azzurra. Nel mezzo il riassunto di un polposo weekend sportivo varesotto dove i voti migliori arrivano dalle squadre femminili

(d. f.) La giornata della riscossa "rosa" che porta con sé le vittorie di Yamamay, Von e Villa Cortese, va a innestarsi in un fine settimana ricchissimo di sport giocato e pedalato, ma anche di qualche polemica ben rappresentata dalla presenza in pagella del sindaco di Busto. Apertura e chiusura però le dedichiamo alla spedizione olimpica a Vancouver, sperando di non rivedere mai più Giochi così poveri per i colori italiani.
 
Pagellone numero 7 – 1 marzo 2010
 
Giuliano Razzoli 9 – Nella disastrosa spedizione azzurra alle Olimpiadi di Vancouver (vedi in fondo alla pagina), i pochi a salvarsi sono lo slalomista emiliano (foto da www.coni.it) e il giornalista varesino del "Corriere" Flavio Vanetti, a sua volta autore del Pagellone per il quotidiano milanese (voto 8). Prima pagina dunque per il "Razzo", soprannome che fa il paio con "la Bomba" affibiato ad Alberto Tomba e che – insieme all’illustre predecessore – spinge a rivedere una definizione che pareva intoccabile. Al posto dello "sci alpino", dovremmo parlare di "sci appenninico".
 
Barbara De Luca 7,5 – A vederla in campo, viene il dubbio che da Cesena sia arrivata la sorella buona della giocatrice che, non più tardi di una decina di giorni fa, si avviava mestamente verso la panchina nel corso della partita di andata con lo Schweriner. Lucidità in attacco, pulizia in ricezione, inedita capacità di gestione del risultato: la metamorfosi, per la schiacciatrice spezzina come per tutta la Yamamay, è arrivata guarda caso proprio al momento delle sfide decisive, in Coppa e in campionato. Continuando così, il finale di stagione può davvero tingersi di biancorosso. Polemiche permettendo (vedi sotto, anche in questo caso).
Andrea Sellaroli 7 – La Von torna alla vittoria alla prima casalinga del nuovo allenatore. Un voto alto andrebbe a Silvia Motta e compagne (che però fino a oggi non hanno meritato troppe carezze): scegliamo invece di darlo al tecnico ligure non tanto per il risultato, quanto perché nelle ore immediatamente precedenti alla partita con Palermo ha firmato per farsi dimettere dall’ospedale dove era finito d’urgenza.
 
Martino Caliaro 6,5 – La bella avventura di questo 21enne ragazzi di Laveno ci era davvero sfuggita. Sabato scorso Martino ha fatto l’esordio – al Gp Insubria – tra i professionisti del ciclismo con la maglia della Tusnad, squadra con licenza rumena. Voto di incoraggiamento e di scuse (non si fosse staccato, sarebbe stato più alto), perché proprio non lo conoscevamo.
 
Stefano Pillastrini 5 – Nel dopopartita con Montegranaro ha detto due cose: che la Sigma è stata più forte (voto 7 all’onestà) e che non è certo permaloso se gli arriva qualche critica dopo una sconfitta interna. Eccoci: il "Pilla" questa volta ha dato l’idea di subire il gioco imposto da Frates e dai suoi uomini come raramente gli è accaduto in questa stagione. Anche se, ed è per questo che non esageriamo con l’insufficienza, francamente non sapremmo quale "mossa" avrebbe potuto girare la partita. Se avete idee, ditecele e ditegliele…
 
Gigi Farioli 4 – Senza entrare nella polemica tra Comune, Futura Volley e Inticom per la gestione del PalaYamamay (ci sono dei contratti? Ci si attenga a quelli, qualsiasi cosa dicano…), stupisce leggere da parte del sindaco di Busto frasi del tipo «il campanilismo fa male». Stiamo parlando dello stesso Farioli che, panza all’aria e gesto dell’ombrello, frequenta lo stadio Speroni? Dello stesso che – subito dopo la vittoria della Yamamay nel derby – salta in campo a festeggiare con le giocatrici (un tifoso normale si sarebbe preso un bel Daspo)? Mah…
 
L’Italia a Vancouver 3 – Fatte le debite eccezioni (certo Razzoli, ma pure i vegliardi Piller Cottrer e Zoeggeler e le promesse Pittin e Rupil), l’edizione 2010 dei Giochi Invernali sono stati un disastro su tutta la linea. Male lo sci nordico, male quello alpino, ecatombe sul ghiaccio dove l’unica medaglia (Fontana) è stata avvelenata dalle polemiche. Intanto il presidente della Fisi Morzenti è andato a provare l’ebbrezza dell’eli-ski mentre la barca affondava e la Rai ha avuto la bella pensata di criptare il satellite, nonostante nel digitale terrestre sia ancora "indietro come la coda dei cani" in molte zone del Paese, Varesotto compreso. Torino 2006 è lontana anni luce.

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Pubblicato il 01 Marzo 2010
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