La “Malagente” raccontata da un magistrato è un’altra storia
Otello Lupacchini ha indagato sul caso Calvi, D'Antona, sulla strage di Bologna e sulla Banda della Magliana. Sarà intervistato da Gianni Spartà al teatro Santuccio nell'ambito della rassegna "Sabatogiallo" in occasione dell'uscita del suo nuovo libro
Se una storia te la racconta uno come Otello Lupacchini, forse è il caso di ascoltarlo. Uno che è da oltre 30 anni in magistratura e che si è occupato di casi come: l’omicidio del pm Mario Amato, del banchiere Roberto Calvi, del generale americano Lemmon Hunt, del professor Massimo D’Antona, nonché della strage di Bologna e della Banda della Magliana, qualcosa di interessante da dire ce l’ha.
Come altri magistrati prima di lui, Lupacchini ha scelto il romanzo per raccontare un pezzo di questa Italia. Una scelta di impegno civile, ancor prima che letteraria. "Malagente" (Cairo Editore) sarà presentato all’interno della rassegna “Sabatogiallo”, organizzata dall’associazione culturale “Il Vellone” , sabato 13 marzo alle 18 al Teatrino Gianni Santuccio (Via Sacco a Varese). L’incontro sarà condotto da un altro uomo di lunga esperienza nella cronaca giudiziaria, il giornalista della "Prealpina" Gianni Spartà.
"Malagente" è ambientato nel ricco nord Italia, dove si sta celebrando il maxiprocesso alla banda di Edmondo Durante, criminale plurievaso che negli anni Ottanta, tra rapine e società off-shore, ha costruito un impero economico. Intanto, nella Capitale si assiste al tumultuoso trapasso dalla Prima alla Seconda Repubblica, tra le incontenibili esternazioni del capo dello Stato Alberico Gentili, le spericolate transumanze degli uomini compromessi con il vecchio regime e i processi delle «toghe rosse», accusate di voler spazzare via un’intera classe politica. Sullo sfondo una società civile disillusa, frastornata e inerme che concorre più o meno consapevolmente allo scardinamento dei valori, in un mondo nel quale il Male crea profitti e il Bene non ne produce alcuno. Ma è tra la morte di Arcangelo Moscato, per decenni Direttore della Struttura, un vero e proprio corpo separato dello Stato, e la fuga di “Lucifero” Durante insieme ad altri cinque detenuti da un supercarcere, che nelle stanze più segrete del potere si gioca una partita dagli esiti imprevedibili. Una partita che coinvolge servizi e procure, agenti segreti e pentiti gestiti senza scrupoli, organismi antimafia e funzionari corrotti. Una partita a scacchi nella quale molti pedoni verranno mangiati, lasciando sul terreno qualche morto di troppo. Perché in questa operazione spericolata, e giocata senza freno, la posta è altissima: chi arriverà per primo al boss latitante, a cui qualcuno molto in alto ha permesso la fuga in cambio della sua collaborazione? Chi raccoglierà, insieme alle confidenze, gli onori del suo falso arresto?
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