Un mini-consiglio comunale fra bilancio e Accam

Riunite congiuntamente tre commissioni, il sindaco tocca vari punti del piano triennale delle opere ("è il momento di realizzare"). Sulle novità che riguardano l'inceneritore le perplessità non mancano

Quasi un consiglio comunale in piccolo quello riunitosi lunedì nel tardo pomeriggio a Palazzo Gilardoni. Si trattava della riunione congiunta di tre commissioni: bilancio, lavori pubblici, ambiente, con i relativi assessori e il sindaco a presiedere. Argomenti del giorno il piano triennale delle opere, legato al bilancio di previsione, e l’inceneritore Accam. Con l’ex sindaco Luigi Rosa ad insistere per una più puntuale e tempestiva disamina del secondo, tornato decisamente d’attualità, e il primo cittadino Farioli che, sviscerato per tre quarti d’ora il piano delle opere a fronte di opposizioni di marmorea indifferenza, lasciava per ora la questione Accam all’assessore Castiglioni.

– Piano delle opere, di tutto un po’
Del piano triennale delle opere, un "faremo" soggetto a ritardi, sforbiciate e variazioni di bilancio idi cui già ora si enuncia la necessità, diamo qualche flash generico. «È il momento di realizzare, non di progettare» il motto del sindaco, ricordando opere finalmente finanziate e a gara, come la palestra del liceo scientico. Oltre quattro milioni di euro in opere per manutenzione, incluse periferie come Sant’Anna, Sacconago, Borsano (negli ultimi due quartieri si sperimenterà anche il cosiddetto asfalto mangiasmog), ma anche gli interventi legati ai grandi progetti in centro (rifacimento di piazza Vittorio Emanuele II, allargamento della zona pedonale); alle scuole; allo sport con Busto e in particolare il palazzetto di via Gabardi lanciatissimi verso orizzonti di gloria europei e mondiali nella pallavolo. Ma anche con lo Speroni in via di messa a norma, e Farioli a dire che il Varese potrebbe chiedere in caso di playoff, di poterli disputare a Busto.
E ancora il patrimonio: investimenti su cultura e pubblica istruzione, ma anche interventi di rilancio di idee rimaste "a mezz’aria", come quello che dovrà mettere finalmente in funzione il previsto capolinea bus di via Formazza, o di strutture esistenti come la colonia elioterapica. L’energia, con il teleriscaldamento, il fotovoltaico e un progetto straordinario per l’illuminazione pubblica, sostituendola a led e ripagando l’intervento con il risparmio in bolletta. Le fognature in parte significativa della città, cresciuta senza allacciamenti (vie Vespri Siciliani, Corbetta ecc.); il risanamento dei vasconi in zona Accam, che partirà fra 15 giorni con i soldi stanziati a suo tempo dalla Regione; quello della grossa discarica abusiva in zona sudovest, previsto a novembre. Farioli metteva poi le mani avanti sui lavori per il terzo binario FS, anticipando disagi per la città e l’indisponibilità di Palazzo Gilardoni a vedersi caricare di oneri a seguito di questo intervento impattante.
Fra le idee spicciole, previsti un Parco del Benessere non meglio precisato e una nuova piscina nell’area di via Poma: nuova, non il recupero di quella esistente presso le medie Galilei e abbandonata in condizioni deplorevoli da anni. Idea che d’acchito suscita le critiche del PD con Grandi e il sinaghino Mariani: «Bravi, come con la pista d’atletica: tutto senza una logica». Tranchant anche Corrado per Rifondazione: «Democrazia partecipata un par di balle, e per il sociale niente» la sintesi.

– Accam: si "digeriscono" le novità
Alle reiterate richieste di approfondire su Accam, il sindaco rimanda a lunedì prossimo, ribadendo che i documenti relativi sono in mano ai consiglieri. La nuova bozza di convenzione non entusiasma: si è alle strette con il revamping, le cifre sono imponenti, l’idea di dover cedere il diritto di superficie sull’area dell’impianto ad Accam perchè questa possa ipotecare il terreno con le banche è amara da mandar giù. Nè indorano più di tanto la pillola i milioni a palate promessi da Provincia (soprattutto) e Regione per bonifiche e infrastrutture, o i 750.000 euro annui che l’assessore Castiglioni valuta di poter richiedere fino al 2025, data ultima della nuova convenzione o contratto di locazione che dir si voglia, a compensare la perduta potestà sul terreno di Accam. Tutto da definire, tant’è che queste cifre nel bilancio pluriennale ancora non sono state messe, in attesa di chiarimento. Viva perplessità naturalmente dal comitato borsanese, con il portavoce Barbaglia che si chiede, da una prima lettura degli accordi relativi agli impegni finanziari di Accam, che prevedono rate di mutuo fino al 2020 (ci si aspettava di ammortizzare su più anni) se la società riuscirà in futuro, anche con altri Comuni soci che conferiscono rifiuti, a produrre redditi tali da metterla al sicuro, «o se ciò non aprirà la strada ad altre scelte».

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Pubblicato il 02 Marzo 2010
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