Accam, scontro fra Cicero e Libero Confronto
Il presidente (in quota PdL) della società di gestione dell'inceneritore replica stizzito agli attacchi portati da Cornacchia e Angelucci
"Lunghi coltelli" in casa PdL fra Libero Confronto e i vertici di Accam. I consiglieri Diego Cornacchia e Giuseppe Angelucci hanno votato venerdì sera le due delibere che dirimevano il nodo dei rapporti con la società, cui avevano personalmente messo mano negli scorsi mesi e ancora di rcente con degli emendamenti a loro parere necessari. Ma i loro attacchi in consiglio comunale hanno mandato su tutte le furie il presidente di Accam SpA Paolo Cicero, anch’egli in quota PdL ma di altra corrente. Durante il dibattito su Accam, Cornacchia aveva preso mira «la pre-gara per riqualificare l’impianto, un errore, l’ennesimo», chiedendo le dimissioni dell’intero consiglio d’amministrazione. Tanto più che a sentire i consiglieri di Libero Confronto, di fatto la nuova convenzione comune-inceneritore è opera loro, molto più che nond el CdA stesso.
Cicero è furioso ancora molte ore dopo, e se all’inizio appare gelidamente pacato, via via si infervora. «Più volte Cornacchia e Angelucci ci hanno presi di mira, sembra che il loro unico scopo sia di togliermi la presidenza» si sfoga. «Soprattutto Angelucci dovrebbe guardare prima di tutto alle sue di azioni: non ricordo un solo indirizzo politico da lui dato all’azione amministrativa. Noi abbiamo lavorato sodo e raggiunto risultati. Hanno fatto tutto loro? Andate a rivedervi i testi, la convenzione come l’avevamo elaborata noi e come l’hanno modificata loro, peggiorandola in tutto. Al punto che un serio dubbio che l’assemblea dei soci possa votarla così» arriva ad azzardare Cicero.
«Hanno attaccato dappertutto per darsi un’immagine sui giornali» continua «mentre il ritardo di un anno di questa convenzione, che doveva passare nel luglio scorso, è soprattutto attribuibile a loro. In otto mesi abbiamo perso i certificati verdi (contributi-pilastro nei bilanci Accam), un patrimonio sperperato per un capriccio di pochi». E le accuse sulla pre-gara? «Cornacchia è ignorante, l’ho detto e lo ripeto, nel senso che non conosce gli atti. Non era una pre-gara ma una pre-qualifica quella, in vista di una gara di livello europeo per il revamping; e soprattutto, non comportava alcun impegno finanziario da parte di Accam. Quindi è una bugia dire che non c’era copertura finanziaria: non serviva». Cicero conclude la sua contro-filippica con un invito a uscire allo scoperto: «Cosa vogliono dimostrare? Ci dicano le loro motivazioni per volerci cacciare, altrimenti siamo ai puri attacchi ad personam. È ora di finirla: bisogna essere chiari. E io non ho paura di esserlo».
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