Fichi secchi e Lucio Battisti: è il giorno degli allenatori
I campionati volgono al termine: è tempo di bilanci per le squadre e per le loro guide tecniche. Intanto al Giro Basso e Garzelli rimangono in agguato
(d. f.) Molti campionati volgono al termine e danno i propri verdetti. Questa volta tocca al basket (oddio, ci sono i playoff ma per la Cimberio la corsa è finita) e alla Serie D di calcio, anche se pure in questo caso gli spareggi di fine stagione assicurano un’appendice intrigante. Ecco dunque che per alcuni tecnici è tempo di bilanci, e c’è da dire che sia Ramella sia Pillastrini escono bene dall’esame di fine anno. In attesa che Sannino, Gaudenzi e Abbondanza terminino le proprie fatiche, così come i ciclisti impegnati al Giro.
Pagellone numero 18 – 17 maggio 2010
Ernestino Ramella 8 – Da oggi in avanti chi parla di "nozze con i fichi secchi" si rivolga direttamente al baffo più famoso del calcio varesino, mister Ramella. Senza alcun uomo d’esperienza, alla guida di una squadra di giovanissimi e senza alcun credito dai "soloni" dell’ambiente la sua Solbiatese ha centrato una salvezza diretta che vale uno scudetto, passando attraverso alcune imprese che nessuno avrebbe mai pronosticato.
Stefano Pillastrini 7 – Il voto al coach di Cervia non è per la partita di Pesaro, ma vuole rispecchiare l’intera stagione della Cimberio. Pronti via e la squadra perde il giocatore più condizionante (Slay), il calendario mette i biancorossi di fronte tutte le squadre più in forma del momento (Avellino, Biella, Virtus, Cantù, Montegranaro, Caserta…), la proprietà non aiuta facendo perdere due punti vitali a tavolino. In una palude simile Varese ha saputo reagire, trovare risorse per espugnare campi che da tempo erano tabù (Treviso, Roma, la stessa Biella) e centrare l’obiettivo salvezza. «Hai ragione anche tu, cosa voglio di più?» dovrebbe chiedersi battistianamente qualche dirigente: questo risultato sia ben chiaro quando bisognerà fare delle scelte per il futuro, cioé tra poco.
Ivan Basso e Stefano Garzelli 6,5 – Il grafico del loro Giro, fino a questo punto, assomiglia a una di quelle tappe che in gergo si chiamano "mangia e bevi". Alti e bassi, euforia e fatica in rapida successione. Ivan ha gioito alla grande con tutta la Liquigas a Cuneo ma si è perso (con Nibali) nel fango di Montalcino; Stefano viceversa ha pagato cara la cronosquadre però nelle altre tappe ha offerto spettacolo e concretezza. Entrambi sanno come affrontare le insidie tecnico-tattiche della corsa rosa, però non sappiamo ancora se hanno la stessa gamba dei migliori: le risposte non tarderanno, fin dai prossimi giorni.
Lindsey Berg 6 – Che dire di una squadra che, penalizzata dall’infortunio della sua giocatrice più rappresentativa (Tai Aguero), si ritrova a un passo dal ko nella finale scudetto pur avendo messo a segno complessivamente solo 2 punti in meno della Scavolini? Se proprio bisogna cercare il pelo nell’uovo, alla Mc-Carnaghi è mancata la miglior Berg (anche lei, peraltro, menomata da un problema al ginocchio), quella che in regular season aveva fatto impazzire tutti con il suo gioco veloce e la sua battuta incisiva. Ma l’avversaria più grande di Villa è senza dubbio la dea bendata.
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