Il Pd nei rioni, si comincia con Madonna in Campagna
Sabato gazebo e giro in bicicletta per raccogliere le esigenze dei residenti del quartiere a sud della città
Il Pd si mette in ascolto dei rioni periferici. E per farlo non si chiude nelle sue stanze, ma ritorna nelle strade: i democratici gallaratesi partiranno sabato con una mattina dedicata al quartiere di Madonna in Campagna. «Un rione – spiega il segretario Giovanni Pignataro – che è esemplare del modo in cui cresce la città: è stato cementificato negli ultimi anni, manca ancora di un vero centro e soprattutto rischia di pagare le conseguenze dello sviluppo lungo la 336, il progetto Sky City». Il Pd sarà presente con un gazebo in via Madonna in Campagna e con un’altra iniziativa, un giro in bicicletta che partirà alle 10.45 per andare a toccare con mano la realtà del quartiere. «Si parla di pedonalizzazione del centro – conclude critico Pignataro – ma non si può dimenticare che la maggior parte dei gallaratesi risiedono nelle periferie: l’amministrazione si è andata progressivamente allontanando dai quartieri, anche per effetto del cambio di qualche assessore». Il percorso di confronto a livello di quartiere è già iniziato martedì 18 maggio, con una riunione aperta ai residenti di Madonna in Campagna e Arnate: «Nel corso della discussione – continua Pignataro – si è evidenziata la forte incidenza del traffico dell’asse del Sempione e di viale Milano sulla qualità della vita, l’assenza di asili nido in una zona con popolazione piuttosto giovane e il forte impatto che deriverebbe dai progetti sull’area 336 e, più in generale, la dissennata politica urbanistica sino ad oggi perseguita dal Comune, che ha profondamente inciso sul tessuto urbanistico dei rioni privandoli di un centro vero e proprio. In positivo si è sottolineata: la necessità di fare scelte urbanistiche che favoriscano insediamenti commerciali al minuto e che rendano vivo il quartiere creando almeno la parvenza di un centro, la necessità di elaborare un progetto serio di mobilità ciclopedonale, l’opportunità di riqualificare aree a verde per compensare il forte sviluppo dell’edilizia residenziale e, più in generale, di fare scelte che vadano ad incidere positivamente sulla qualità della vita e sulla creazione di luoghi di aggregazione».
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