Protezione Civile in esercitazione in Svizzera
Il personale gallaratese e il nucleo Mobile di Pronto Intervento ospiti dei colleghi del Canton Ticino: quattro giorni di esercitazioni dedicate al rischio idrogeologico
Quattro giorni di confronto e aggiornamento con i colleghi svizzeri per una articolata esercitazione teorica e pratica: si è conclusa nella serata di domenica 2 maggio una full immersion che ha visto protagonisti cinque rappresentanti della Protezione Civile gallaratese e venti
del Nucleo Mobile di Pronto Intervento varesino. I partecipanti, con la guida del colonnello Massimo Binsacca, capo della Protezione Civile del Canton Ticino, hanno effettuato una sorta di tour di approfondimento fra diverse strutture speciali: un impianto antiatomico, un centro per affrontare le pandemie, un posto sanitario di soccorso, il Centro di Istruzione Cantonale con villaggio macerie e villaggio del fuoco. Ancora, accompagnati dal colonnello Fausto Barca e dal maggiore Claudio Hess (Protezione civile Lugano-Campagna), hanno visitato un fortino di addestramento e la Caserma dei Pompieri di Novaggio.
Severo, dal punto di vista dell’impegno fisico, il programma delle esercitazioni, con utilizzo di motopompe in un bosco, sotto una cascata, in riva a un fiume, peraltro in condizioni climatiche non ottimali. Per sperimentare sul campo l’utilizzo delle carte topografiche,
la capacità di movimento e la resistenza alla fatica, i partecipanti hanno effettuato una marcia di sei ore, per un totale di 15 chilometri, a cavallo del confine italo-svizzero, utile ad allenare l’orientamento nei casi (alluvioni, incendi su vasta scala, terremoti, ricerche di persone scomparse in ambienti non urbanizzati) in cui strade e sistemi gps risultano poco efficaci o inutili. La marcia, che è stata segnata da tappe nelle quali si sono svolte esercitazioni con nodi e legature utilizzabili per il soccorso, si è dipanata secondo un programma non preventivamente conosciuto, così da simulare l’imprevedibilità che caratterizza le situazioni di emergenza.
mi pare evidente. Aggiungo, però, che l’impulso a fare squadra dovrebbe essere in generale l’elemento caratterizzante delle attività della Protezione Civile. E quella gallaratese non solo collabora da tempo con il Nucleo Mobile di Pronto Intervento, ma, appunto, ha allacciato anche rapporti, non scontati, con realtà d’oltre confine. Vorrei, dunque, esprimere la mia soddisfazione per la riuscita della trasferta elvetica e rivolgere un ringraziamento non solo ai responsabili svizzeri che ci hanno seguiti, ma anche al coordinatore Silvia Buono e al vicecoordinatore Marco Camisasca, della Protezione Civile di Gallarate. Il loro contributo, in effetti, è stato fondamentale per preparare col giusto spirito, umano prima ancora che tecnico, quanti hanno partecipato all’esercitazione». TAG ARTICOLO
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