Accam al voto, i nodi al pettine

Si riunisce martedì l'assemblea dei soci: pesa ancora la posizione di Legnano e di altri Comuni "milanesi" sulla convenzione con Busto. Cicero: "Chi mi succederà dovrà solo portare avanti quanto abbiamo avviato". Nuove tariffe: bonus per chi differenzia e per chi ha rilasciato le fideiussioni per il revamping

Domani, martedì 29 giugno, si riunirà a Palazzo Gilardoni in Busto Arsizio l’assemblea dei soci di Accam SpA, la società che gestisce l’inceneritore di Borsano. Passaggio delicato quello di domani, in cui si andrà a votare il bilancio e il piano economico finanziario e rinnovare il consiglio di amministrazione, con il presidente Cicero ormai uscente. Passaggio delicato, soprattutto perchè a tenere banco è sempre l’investimento multimilionario per il revamping (ristrutturazione e ammodernamento) dell’impianto con tutte le conseguenze che necesariamente determina. Una stella polare intorno a cui ruota la questione delle tariffe, destinate a salire, e quella della convenzione con Busto Arsizio, il Comune che ospita l’inceneritore sul suo territorio. Sulla convenzione sono piovuti gli strali, nelle ultime settimane, di un fronte di Comuni altomilanesi capeggiato da Legnano e dal suo sindaco Lorenzo Vitali. Il quale, alla vigilia della riunione dell’assemblea dei soci, ribadisce: «Non di presa di posizione, ma di semplice constatazione si tratta, su scelte che valutiamo negativamente e su una gestione della società che ci lascia perplessi».
Mercoledì scorso si è tenuto un incontro con i sindaci (o loro delegati) dei Comuni soci, e a Palazzo Gilardoni l’impressione è che la strada sia in discesa, nondimeno le parole giunte da Legnano hanno lasciato il segno. Una voce dei Comuni "minori" è quella di Mario Aspesi per Cardano al Campo, preoccupato di ritrovare unità all’interno dell’assemblea: «Il problema di domani non sarà rinnovare il CdA, anche se ve ne sono tutte le condizioni. Poco importa chi presiede Accam, non è Cicero o chi per lui il problema, la questione cruciale è: cosa vogliono fare i soci? Se mi si dice che è onerosa la convenzione con Busto, va bene. Ci si è venuti incontro, Busto si è mostrata più che disponibile. Però, siccome ci stiamo imbarcando in un investimento di grandissima portata, bisogna serrare i ranghi. Per fare un paragone, non posso scalare il K2 con chi voleva invece andare al mare… Se qualcuno pensa di uscire lo dica, o ponga delle condizioni, anche se alla fine non penso che si perderanno dei soci, se non altro per mancanza di alternative».

Il presidente uscente Paolo Cicero è pronto a lasciare. «Domani sera al 100% non sarò più presidente, ma privato cittadino: faccio i migliori auguri a chi verrà dopo di me, che si troverà solo da portare avanti un lavoro avviato. Il revamping è pronto per andare a gara; le fideiussioni a garanzia che abbiamo, anche tolti quei Comuni che non le hanno rilasciate, bastano e avanzano, ne abbiamo oltre il 60% e la BNL che ha vinto la gara per il finanziamento ne chiede di meno a garanzia, il 50.01%. Se il bilancio di Accam SpA risulterà negativo ciò dipende dai maggiori ammortamenti decisi a suo tempo – e nonostante due mesi condizionati da guasti alle caldaie e i bassi prezzi correnti dell’energia prodotta dal termovalorizzatore. Nel piano economico finanziario» continua «sono incluse le nuove tariffe, molto concorrenziali» sostiene Cicero. «Da 2016 sui 110 euro a tonnellata, nei primi due anni sui 120 da cui però vanno dedotti dei bonus. Uno complessivo da 320mila euro da suddividere fra i Comuni che hanno rilasciato le fideiussioni a garanzia del revamping, e un altro per chi supererà la quota del 60% di raccolta differenziata».

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Pubblicato il 28 Giugno 2010
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